Oncologia
14 Novembre 2024Il punto sui 5 anni di Car-T in Italia, tra successi e sfide, è stato fatto durante un incontro a Milano. L’occasione per rilanciare il viaggio di '”Car-T - Il futuro è già qui”, campagna itinerante e online promossa da Ail

A cinque anni dall'arrivo in Italia della prima terapia genica anticancro, le Car-T sono oramai una realtà ben presente nella pratica clinica di numerosi centri italiani. Il punto sui 5 anni di Car-T in Italia, tra successi e sfide, è stato fatto durante un incontro a Milano. L’occasione per rilanciare il viaggio di '”Car-T - Il futuro è già qui”, campagna itinerante e online promossa da Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) con il sostegno non condizionante di Bristol Myers Squibb, Gilead Sciences e Johnson&Johnson.
L'obiettivo è migliorare la conoscenza, l'accessibilità e la gestione della terapia con le Chimeric Antigens Receptor T-Cells, con uno sguardo alle esperienze cliniche maturate e ai futuri ambiti di applicazione. Oggi "si cominciano a raccogliere i frutti di questi primi anni di utilizzo delle Car-T, diventate un nuovo paradigma di cura per alcuni tumori del sangue aggressivi e refrattari", ma "il 'viaggio nel futuro è appena iniziato e continua", sottolineano gli esperti. Perché "se da un lato aumenta il numero delle Car-T cells autorizzate in oncologia e onco-ematologia (secondo il Report 2019 dell'European Society for Blood and Marrow Transplantation-Ebmt sui trapianti di cellule emopoietiche le terapie Car-T sono cresciute del 650% rispetto al 2017), e nei laboratori di tutto il mondo la ricerca scientifica avanza velocemente a caccia di nuovi e difficili bersagli da colpire, dall'altro lato le Car-T come le conosciamo oggi sono solo il primo passo su un cammino in profonda evoluzione e con molti interrogativi a cui dare risposte".
"L'arrivo delle Car-T in Italia è stato atteso per lungo tempo - afferma Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail - e quando finalmente queste terapie si sono rese disponibili hanno generato molte aspettative e domande" di fronte alle quali l'associazione "ha subito avvertito la necessità di scendere in campo con un'informazione chiara e corretta: è nata così la campagna 'Car-T - Destinazione futuro', ideata con l'obiettivo di fare educazione su queste innovative terapie cellulari. La prima edizione ha raggiunto 10 regioni italiane con 11 tappe da Nord a Sud grazie al sostegno delle sezioni locali Ail. Ma Ail è consapevole che il viaggio nel futuro delle Car-T continua" all'interno di uno "scenario entusiasmante e in continua e veloce". Nasce "da qui la decisione di proseguire il viaggio con questa seconda edizione dell'iniziativa".
"Anche se rimangono ancora molte sfide da affrontare per la ricerca e per i clinici e alcuni interrogativi importanti a cui dare risposte, le Car-T - evidenzia il presidente Ail - rappresentano più che una speranza concreta per quei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali e il loro impiego sta ottenendo successi insperati fino a pochi anni fa in pazienti che non avevano più alcuna possibilità terapeutica".
Speranza e paura si intrecciano nell'animo di un malato che ha provato tante terapie e approda alle Car-T dopo che tutte hanno fallito. Una ricerca condotta con il supporto di Gilead e Ail Milano, "basata su interviste a 12 pazienti e 7 caregiver - illustra Sara Alfieri, ricercatrice psicologa della Ssd di Psicologia clinica della Fondazione Irccs Int - ha indagato i principali bisogni dei pazienti onco-ematologici sottoposti a Car-T cells e dei loro caregiver. Emergono come prioritari i bisogni cosiddetti esistenziali, legati alla vita e alla sopravvivenza: il paziente vuole sentirsi dire, vuole credere e vuole sperare che questa ennesima linea di terapia andrà bene e che, se non ci dovesse essere un risultato positivo, avrà altre possibilità terapeutiche. Emergono poi i bisogni relativi al desiderio di essere informati in maniera esaustiva, empatica e sincera", quindi "i bisogni legati all'assistenza, per cui i pazienti desiderano il miglioramento dei servizi di base (supporto psicologico, visite e controlli vicini alla propria residenza) e il sostegno del mondo delle associazioni per migliorare la vita di tutti i giorni". Nei malati, insomma, "è forte e predominante il bisogno di non sentirsi abbandonati", mentre "i caregiver mostrano una visione più pessimistica e hanno paura a credere che l'ennesimo tentativo di cura con Car-T possa avere un lieto fine".
Matilde Cani, responsabile Progetti istituzionali Ail Milano, ricorda che "negli ultimi 10 anni l'associazione ha contribuito alla realizzazione di 10 studi clinici pluriennali, coinvolgendo nel percorso ben 710 pazienti che potessero beneficiare dei risultati ottenuti in prima persona. La ricerca Car-T che dal 2020 Ail Milano, con costante impegno, sostiene insieme alla Divisione di Ematologia dell'Int ha permesso di realizzare obiettivi scientifici importanti a beneficio dei pazienti ematologici, proponendo loro migliori cure e qualità della vita. Il nostro obiettivo - conclude - è quello di costruire un futuro nel quale i tumori del sangue possano essere sempre più curabili e affrontabili nel migliore dei modi; per questo cerchiamo di offrire una vicinanza quotidiana concreta al paziente e alla sua famiglia durante tutto il lungo e complesso percorso terapeutico".
Le attività dell'edizione 2024 della campagna Ail sulle Car-T - si legge in una nota - prevedono una landing page dedicata all'interno del sito www.ail.it, con tutte le più importanti informazioni e gli aggiornamenti relativi alle terapie Car-T, insieme a una mappa dei centri autorizzati alla somministrazione. Dopo Milano la campagna approderà a Roma e Bologna, città che ospitano diversi centri abilitati alla terapia con Car-T. Gli eventi locali coinvolgono specialisti, pazienti, caregiver, volontari Ail e media per fare il punto sullo stato dell'arte della terapia Car-T, sulle criticità nelle singole regioni, le novità, le prospettive e le domande dei pazienti. Le attività di informazione sono arricchite da un video-racconto orale, disponibile sulla landing page di campagna, nel quale Andrea Grignolio, docente di Storia della medicina e Bioetica dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - Cnr Ethics, narra il percorso di scoperta che ha portato a questo approccio rivoluzionario nel trattamento dei tumori.
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