Longevità
27 Maggio 2026Presentata a Roma la prima Carta Etica sulla longevità globale: al centro salute cerebrale, prevenzione, accessibilità alle tecnologie e riduzione delle disuguaglianze

Una longevità “accessibile, sostenibile e dignitosa”, fondata su prevenzione, salute cerebrale ed equità nell’accesso alle cure e alle tecnologie. Sono i principi contenuti nella prima Carta Etica sull’Invecchiamento in Salute e la Longevità, presentata al termine della seconda edizione del Vatican Longevity Summit, svoltosi a Roma e promosso dall’Istituto Internazionale di Neurobioetica in collaborazione con Brain Circle Italia e con il patrocinio della Pontificia Accademia per la Vita.
Il documento nasce dal confronto tra neuroscienziati, clinici, bioeticisti, ricercatori internazionali e Premi Nobel che hanno partecipato al Summit, dedicato ai temi della medicina rigenerativa, della salute cerebrale, dell’intelligenza artificiale applicata alla salute e dell’invecchiamento attivo.
Secondo la Carta Etica, la longevità del futuro “non può trasformarsi in un privilegio biologico, tecnologico o sanitario riservato a pochi”, ma deve restare una possibilità “realmente umana, accessibile, sostenibile e dignitosa”.
Al centro del documento viene posto il concetto di “Longevità Integrale”, definita come un modello di invecchiamento che tenga insieme salute fisica, salute cerebrale, autonomia, relazioni sociali, partecipazione e qualità della vita lungo tutto l’arco dell’esistenza.
“La grande questione etica contemporanea non riguarda soltanto quanti anni si possano aggiungere alla vita, ma quanta vita possa essere custodita dentro gli anni aggiunti”, afferma Padre Alberto Carrara, promotore del Summit e presidente dell’Istituto Internazionale di Neurobioetica.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della salute cerebrale, indicata nel documento come una delle principali sfide del XXI secolo. La Carta richiama la necessità di proteggere memoria, capacità cognitive, equilibrio emotivo e relazioni sociali, definiti un patrimonio umano e collettivo delle società longeve.
Nel corso della giornata conclusiva è stato inoltre presentato il “Decalogo per una longevità globale accessibile a tutti”, documento divulgativo che traduce i principi del Summit in indicazioni concrete. Tra i punti richiamati figurano il ruolo della prevenzione come strumento di “longevità democratica”, la promozione di stili di vita salutari, l’accesso equo alle innovazioni della medicina rigenerativa e dell’intelligenza artificiale e la necessità di evitare nuove disuguaglianze sanitarie e sociali.
Il documento sottolinea inoltre il ruolo di ambiente, relazioni sociali, cultura e partecipazione nella qualità dell’invecchiamento e richiama la necessità di un nuovo “patto intergenerazionale” nelle società con popolazione sempre più anziana.
Secondo gli organizzatori, il percorso del Vatican Longevity Summit proseguirà nei prossimi mesi con una serie di “Longevity Festival” in diverse città italiane, dedicati ai temi della salute, della prevenzione e della qualità della vita.
TAG: LONGEVITà, VATICAN LONGEVITY SUMMITSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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