Oncologia
01 Ottobre 2024Nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta Ph negativa e senza tracce di malattia rilevabile dopo il trattamento iniziale, l'aggiunta dell'anticorpo bispecifico blinatumomab alla chemioterapia di consolidamento, aumenta significativamente la sopravvivenza

Nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta (Lla) Ph negativa e senza tracce di malattia rilevabile (Mrd negativi) dopo il trattamento iniziale, l'aggiunta dell'anticorpo bispecifico blinatumomab alla chemioterapia di consolidamento, aumenta significativamente la sopravvivenza. La notizia, che arriva dai risultati dello Studio clinico E1910, recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine (Nejm), apre la prospettiva di un nuovo standard di cura per adulti con diagnosi di Lla. Nello specifico - si legge in una nota diffusa da Amgen - l'aggiunta dell'immunoterapia allo schema di trattamento di prima linea ha permesso una riduzione del rischio di morte del 59%: a circa tre anni e mezzo, l'85% dei pazienti trattati con blinatumomab è ancora vivo, rispetto al 68% dei pazienti trattati con la sola chemioterapia.
''Queste importanti evidenze - commenta Alessandra Brescianini, direttore medico di Amgen Italia - scaturiscono dalla costante collaborazione con la comunità scientifica, in particolare con gli ematologi italiani, che hanno dato un contributo fondamentale a livello internazionale allo sviluppo di questo trattamento, valorizzando la loro vocazione di sperimentatori. Il nostro impegno nello sviluppo di questa terapia prosegue con risultati significativi e con l'obiettivo di continuare a migliorare la vita dei pazienti affetti da Lla. Sfruttando tutte le potenzialità di questa innovazione, vogliamo infatti offrire un futuro assai diverso a chi affronta questa complessa patologia''.
La ricerca clinica è in continua evoluzione. In Italia, infatti, è stata fatta esperienza con un protocollo di trattamento di prima linea (Gimema Lal 2317) nei pazienti adulti con Lla B Ph negativa a cui è stato somministrato blinatumomab. I dati di questo studio sono stati presentati preliminarmente e accolti dalla Società americana di ematologia (Ash) con molto interesse nel dicembre 2023. Hanno, infatti, dimostrato che globalmente l'outcome di tutti i pazienti adulti con Lla B Ph negativa sia Mrd positivi che negativi, sta migliorando in modo significativo, e in questo blinatumomab sta confermando un ruolo importante.
Inoltre, come dimostrato da studi italiani pubblicati sul Nejm e sul Journal of Clinical Oncology, la combinazione di blinatumomab con la terapia a bersaglio molecolare in prima linea, ha dimostrato la sua efficacia anche per i pazienti con Lla Ph positiva. Questa strategia ha permesso di ottenere una remissione completa nel 98% dei pazienti, e sopravvivenze a lungo termine nel 75-80% del casi. La metà dei pazienti non ha dovuto ricorrere a chemioterapia e trapianto, aprendo le porte ad un approccio 'chemio-free'.
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