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sanità

30 Giugno 2023

Terapie oncologiche, personalizzazione e complessità al VII Convegno nazionale Sifact

Il tema della personalizzazione delle cure oncologiche è stato al centro del VII Convegno nazionale della Rete oncologica Sifact, dal titolo “Oltre il modello mutazionale e l’oncologia di precisione: la medicina personalizzata”. La rete oncologica Sifact, nata come gruppo di interesse, conta oggi oltre 700 farmacisti aderenti e promuove occasioni di studio, scambio e confronto tra farmacisti clinici


Il tema della personalizzazione delle cure oncologiche è stato al centro del VII Convegno nazionale della Rete oncologica Sifact, dal titolo “Oltre il modello mutazionale e l’oncologia di precisione: la medicina personalizzata” recentemente tenutosi a Milano. La rete oncologica Sifact, nata come gruppo di interesse, conta oggi oltre 700 farmacisti aderenti e promuove occasioni di studio, scambio e confronto tra farmacisti clinici. Il convegno è stata l’occasione per analizzare la nuova visione del mondo della medicina oncologica anche dal punto di vista del farmacista ospedaliero.

Il termine medicina di precisione si riferisce a un trattamento mirato a cogliere la presenza di varianti genetiche e biomarker tumorali; la personalizzazione sta nell’adattare le terapie al singolo in modo da minimizzare tossicità; efficacia e tollerabilità delle terapie dipendono infatti anche da fattori quali stile di vita, patologie concomitanti, stato di fragilità, aspetti psicologici.

In oncologia è in atto il passaggio da terapie standard, definite in base a sede anatomica e tipo istologico, a trattamenti che dipendono dalla presenza di specifici biomarker genetici e dalle risposte immunitarie del paziente.
Precisa Claudia Proto, Irccss Istituto nazionale dei tumori, Milano: «Gli anticorpi coniugati a farmaci citotossici (ADC) fanno oggi parte delle terapie emergenti per la cura di diverse neoplasie. Oggi più farmaci vengono impiegati per diversi distretti istologici; siamo agli inizi di una nuova era, con le terapie personalizzate negli stadi precoci. Per individuare le migliori strategie terapeutiche nei pazienti oncologici è fondamentale disporre di una caratterizzazione biomolecolare completa; tutto questo rende i trattamenti sempre più complessi».

«La terapia dei combinazione è sicuramente il futuro più probabile e promettente» spiega Emanuela Omodeo Salé, Direttrice di farmacia ospedaliera, Istituto europeo di oncologia, Milano.
«Le combinazioni tra farmaci e approvate sono in costante crescita; permettono un miglioramento degli outcome, ma introducono al contempo complessità, sia dal punto di vista della sostenibilità economica che organizzativa. Nelle combinazioni di farmaci possono verificarsi l’aumento degli effetti terapeutici e/o tossici, di uno o più dei farmaci somministrati, attraverso gli effetti di sommazione, addizione, sinergismo potenziamento. Oppure, la riduzione o scomparsa dell'efficacia terapeutica, di uno o più farmaci, attraverso processi di degradazione, neutralizzazione e antagonismo.

Una volta identificate le strategie di combinazione, la gestione delle combinazioni di farmaci permette di definire percorsi specifici studiati sul singolo paziente, e rappresenta una importante sfida terapeutica ed economica».

«Questo incontro nasce nell’intento di discutere questa nuova visione della medicina oncologica ed ematologica, anche dal punto di vista del farmacista clinico. Tra i molti temi importanti, sono stati approfonditi gli elementi legati alla medicina di genere, un campo tuttora poco considerato dalla ricerca, quando andrebbe invece presa in esame come aspetto per la selezione  dei pazienti» afferma Vito Ladisa, direttore di Farmacia dell’Istituto nazionale dei tumori, Milano.
«Il sesso dei pazienti, diverso dal genere, non viene sufficientemente considerato nel processo clinico decisionale, quando invece riveste delle implicazioni rispetto, per esempio, agli eventi avversi» precisa Rosalba Miceli, biostatistico, Istituto nazionale dei tumori, Milano. «Transgender e gender diverse people sono a rischio di atteggiamenti discriminatori e stigma anche da parte degli operatori sanitari, con conseguenze che vanno da ritardo diagnostico, scarsa partecipazione ai programmi di screening, scarsa fiducia negli operatori sanitari e rischio di non ricevere terapie oncologiche appropriate. Sia nella conduzione di studi osservazionali che di trial clinici è necessaria una attenta pianificazione - dalla raccolta dati all’analisi e interpretazione dei risultati- per raccogliere variabili relative a caratteristiche biologiche, genere, identità e comportamenti dei pazienti, uomini e donne».

I progetti Sifact in oncologia

Una sessione del convegno è stata dedicata ai progetti in oncologia di Sifact, cona la Presentazione della edizione aggiornata del Vademecum di terapia oncologica, progetto editoriale Sifact redatto in collaborazione con Aiom, con gli obiettivi di consolidare la collaborazione tra farmacisti clinici e multidisciplinare con gli  oncologi, rendere fruibile gratuitamente il testo agli iscritti a Oncofarma e ai  soci delle società scientifiche di riferimento, e infine fornire un manuale agile di studio per le scuole di specialità interessate.

La seconda edizione è stata aggiornata – a cura di un gruppo di lavoro dedicato composto da soci Sifact -utilizzando testi di riferimento in ambito oncologico e farmacologico, oltre che articoli originali per le evidenze più recenti. Ogni capitolo del testo, oggi composta da 290 pagine, è stato arricchito con nuove conoscenze e dettagli clinici: I capitoli relativi all'epidemiologia e dei trattamenti farmacologici sono stati affrontati basandosi su linee guida di Aiom e Asco. È stato inoltre aggiunto un capitolo che affronta i trapianti per midollo e fegato; in ogni capitolo è presente una ricca bibliografia e sitografia di riferimento.

Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione delle ricerche indipendenti condotte da Sifact. Lo studio osservazionale, prospettico, multicentrico PembroReal, interamente svolto e promosso da farmacisti, ha avuto l’obiettivo di valutare il ruolo -in termini di attività, sicurezza ed efficacia- del farmaco immunoterapico pembrolizumab, in monoterapia o in associazione a chemioterapia a base di platino, nel trattamento di prima linea di pazienti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) metastatico negativi per la mutazione di Egfr e Alk. Dal confronto tra le popolazioni della reale pratica clinica e quelle arruolate nei trial clinici emergono numerose differenze; si conferma però un ottimo profilo di sicurezza e tollerabilità del farmaco.

Viene infine presentato il progetto Sifact Scenario (Standard di ConsulENza fARmacologica In Oncologia e oncoematologia) incentrato sulla comunicazione a livello di medico e paziente. Da una parte per fornire, con un lessico semplice e adeguato, counselling ai pazienti e ai care-giver in termini di informazioni su farmaci con adeguate istruzioni per l'uso, consigli sugli effetti collaterali, modalità di utilizzo e conservazione, modifica alla dieta e allo stile di vita. E d'altra parte anche una consulenza al medico, che interviene nel percorso di cura del paziente fornendo Informazioni tecniche legate al farmaco, ma declinate alla situazione di un singolo paziente con un linguaggio specifico.

L'obiettivo primario del progetto è quello di raggiungere un consenso nazionale tra farmacisti clinici di area oncologica ed ematologica, e adottare un modello standard per le attività di consulenza ai medici e counseling ai pazienti. Una volta standardizzata la pratica, il passo successivo sarà quello di verificare se questa possa configurarsi come una prestazione sanitaria, con conseguente prescrizione da parte del medico ed eventuale tariffazione.

Dopo una prima fase mirata alla conoscenza dello stato dell'arte attraverso un questionario diffuso nella rete Oncofarma, nella seconda parte dell'anno verrà elaborato il modello standard per arrivare poi, nel 2024, alla revisione del modello e alla produzione di un documento di consenso nazionale.

Stefania Cifani

TAG: ONCOLOGIA

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