adrenalina
15 Settembre 2026Gli autoiniettori di adrenalina (EAI) in Italia sono disponibili attraverso il Servizio Sanitario Nazionale ma esistono marcate disparità regionali nell’accesso e nel rimborso

L’anafilassi è una reazione sistemica potenzialmente fatale che richiede riconoscimento immediato e trattamento tempestivo, con l’adrenalina come intervento di prima linea. Una stima del 2024 ha quantificato in Francia un’incidenza annuale di 1,34 casi ogni 100.000 persone, con un tasso di ospedalizzazione per forme gravi pari a 0,08 ogni 100.000. A livello globale, nella popolazione pediatrica l’incidenza varia da 1 a 761 episodi ogni 100.000 bambini l’anno, con la maggior parte dei casi prima dei sei anni e una chiara influenza delle comorbidità atopiche. Nei bambini, gli alimenti – in particolare latte, uova e frutta a guscio – rappresentano i trigger più comuni, mentre farmaci e veleni di insetti sono più frequentemente responsabili nell’età adulta. Tra i fattori di rischio per reazioni severe figurano le patologie polmonari, inclusa l’asma, e la mastocitosi. La diagnosi è clinica, poiché nessun segno è patognomonico, anche se la misurazione della triptasi nella fase acuta può fornire un supporto. I pattern di reazione variano in base al trigger, con la cute come sede più frequentemente coinvolta. La maggior parte degli episodi insorge entro 30 minuti dall’esposizione, ma per alcuni trigger il ritardo può raggiungere le quattro ore; è inoltre descritta la possibilità di forme bifasiche.
Gli autoiniettori di adrenalina (EAI) sono prescritti ai soggetti a rischio per consentire una somministrazione rapida in ambiente extraospedaliero. In Italia sono disponibili attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. L’adrenalina interrompe e inverte la progressione della reazione in modo non ottenibile con altri trattamenti. I dispositivi sono commercializzati in dosi da 150, 300 e 500 µg, ma la disponibilità globale della formulazione da 500 µg è limitata, con conseguenti disparità di accesso. L’Agenzia Europea dei Medicinali raccomanda che ogni paziente a rischio disponga sempre di due autoiniettori.
Ad oggi mancano dati sistematici sulla disponibilità e sulla rimborsabilità degli EAI nelle diverse regioni italiane, sia per bambini sia per adulti. Per colmare questa lacuna, la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) e l’Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri (AAIITO) hanno analizzato la situazione nazionale raccogliendo informazioni dai rispettivi referenti regionali tra giugno e settembre 2024.
L’indagine ha evidenziato marcate disparità regionali nell’accesso e nel rimborso degli EAI. Un problema centrale è l’assenza di regolamenti aggiornati, che porta molte regioni a basarsi su politiche eterogenee e non uniformi, con le farmacie che dispensano i dispositivi disponibili al momento. Nella maggior parte delle regioni vengono forniti due autoiniettori l’anno ai bambini, ma Sardegna e Provincia di Bolzano ne rimborsano solo uno. In Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta un secondo dispositivo è previsto solo in circostanze specifiche. Per gli adulti la variabilità è ancora maggiore: Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Veneto rimborsano due dispositivi l’anno; Sardegna e Provincia di Bolzano solo uno. In molte altre regioni – tra cui Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Provincia di Trento, Umbria e Valle d’Aosta – il rimborso di due dispositivi è limitato a condizioni particolari come mastocitosi sistemica, anafilassi bifasica, anafilassi quasi fatale, forme severe, obesità grave o residenza in aree remote.
Questa analisi rappresenta la prima valutazione nazionale della disponibilità e della rimborsabilità degli EAI in Italia, includendo popolazioni pediatriche e adulte. Il lavoro presenta alcuni limiti: variabilità intraregionale, dipendenza da dati riportati dai referenti, assenza di regolamenti aggiornati pubblicamente disponibili in alcune aree e mancanza di dati quantitativi sui volumi prescrittivi. Tali criticità rispecchiano quanto osservato nei Paesi a basso e medio reddito, come riportato dal sondaggio della World Allergy Organization. Nuovi sistemi di somministrazione dell’adrenalina, come le formulazioni intranasali, potrebbero migliorare la facilità d’uso, pur persistendo alcune lacune conoscitive.
Un ulteriore elemento riguarda il ruolo delle associazioni di pazienti, che contribuiscono in modo significativo alla sensibilizzazione sulla gestione dell’anafilassi e alla promozione di un accesso equo agli EAI. La loro integrazione nelle strategie nazionali, insieme agli altri stakeholder, potrebbe favorire l’armonizzazione delle politiche e rafforzare le iniziative educative volte a ridurre le disparità regionali.
In assenza di politiche standardizzate, l’accesso agli EAI risulta incerto e potenzialmente rischioso nelle emergenze. Uniformare i criteri di rimborso e i meccanismi di approvvigionamento tra le regioni italiane è essenziale per garantire un accesso tempestivo ed equo, in linea con le raccomandazioni internazionali.
Eur Ann Allergy Clin Immunol. 2026 Sep;58(5):233-236. doi: 10.23822/EurAnnACI.1764-1489.431.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41848634/
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