Login con

Invecchiamento

01 Settembre 2026

Invecchiamento, Istat: nel 2050 un italiano su tre avrà almeno 65 anni

Gli over 65 saliranno dal 24,7% del 2025 al 34,5% nel 2050, mentre la popolazione tra 15 e 64 anni scenderà al 55,3%. In aumento anche gli over 85


aumento longevità

Nel 2050 più di un italiano su tre avrà almeno 65 anni e la popolazione in età lavorativa rappresenterà poco più della metà del totale. È quanto emerge dal rapporto Istat “Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze lavoro”, che indica un progressivo invecchiamento della popolazione italiana nei prossimi decenni.

Nel breve periodo, tra il 2025 e il 2030, l'età media salirà da 46,9 a 48 anni. Nello stesso periodo la quota di persone con almeno 65 anni passerà dal 24,7% al 27,2%, mentre quella tra 15 e 64 anni scenderà dal 63,4% al 62,1%. I giovani fino a 14 anni diminuiranno dall'11,9% al 10,7%.

Il cambiamento sarà più marcato tra il 2030 e il 2050, quando il passaggio nelle età anziane delle generazioni nate durante il baby boom raggiungerà la massima intensità. Nel 2050 l'età media supererà 51 anni e gli over 65 arriveranno al 34,5% della popolazione. La fascia tra 15 e 64 anni scenderà invece al 55,3%.

Istat indica l'invecchiamento come «uno dei risultati più sicuri» delle previsioni: anche gli scenari più favorevoli conducono a una popolazione più anziana rispetto a quella attuale. Maggiore è invece l'incertezza sull'evoluzione delle fasce più giovani e della popolazione in età lavorativa, maggiormente condizionate dall'andamento della fecondità e delle migrazioni internazionali.

Aumenterà anche il peso dei cosiddetti grandi anziani. La popolazione dagli 85 anni in su passerà dal 4,1% nel 2025 al 4,4% nel 2030, supererà il 7% nel 2050 e raggiungerà l'8,4% nel 2080. Secondo Istat, si tratta della componente «più esposta a bisogni assistenziali e sanitari», il cui incremento rappresenta una delle principali sfide per il welfare e per l'organizzazione dei servizi sociosanitari.

Parallelamente, la prevista riduzione della popolazione tra 15 e 64 anni avrà possibili conseguenze, secondo l'Istituto, sulla crescita economica, sulla sostenibilità del sistema pensionistico, sull'offerta di lavoro e sulla capacità del Paese di rispondere alla crescente domanda di assistenza.

Il processo interesserà tutto il territorio, ma con intensità differenti. Nel 2025 il Mezzogiorno presenta ancora l'età media più bassa, 46,1 anni, rispetto ai 47,1 del Nord e ai 47,5 del Centro. Entro il 2050 la situazione è destinata a invertirsi: l'età media nel Mezzogiorno raggiungerà 52,1 anni, contro 51,5 nel Centro e 50,5 nel Nord.

Nel lungo periodo l'invecchiamento proseguirà a un ritmo più contenuto. Nel 2080 l'età media nazionale raggiungerà 52,1 anni, gli over 65 rappresenteranno circa il 36,8% della popolazione e la fascia tra 15 e 64 anni scenderà al 53,2%.

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Youtube! Seguici su Linkedin! Segui il nostro Podcast su Spotify!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

01/09/2026

Governance, dati, validazione, competenze e partecipazione di pazienti e professionisti sono le aree prioritarie individuate dal primo Knowledge Community di WHO Europe

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top