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28 Luglio 2026

Hiv, epatiti e Ist, Oms: integrare prevenzione, diagnosi e cure per gli obiettivi 2030

Il nuovo rapporto registra progressi nella risposta globale, ma segnala ritardi nell’accesso alle terapie, nella diagnosi, nella vaccinazione e nel contrasto alle resistenze


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Integrare prevenzione, diagnosi e assistenza nei servizi sanitari territoriali è una delle principali condizioni per accelerare la risposta globale a Hiv, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmesse e raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030. Lo indica l’Organizzazione mondiale della sanità, Oms, nel nuovo rapporto sull’attuazione delle strategie globali di settore 2022-2030, presentato a Rio de Janeiro durante la 26ª Conferenza internazionale sull’Aids.

Alla fine del 2025 circa 32 milioni di persone con Hiv ricevevano un trattamento. Dal 2010 le nuove infezioni sono diminuite del 42% e i decessi correlati all’Aids del 57%. Restano tuttavia 9 milioni di persone senza accesso alle terapie. Le nuove infezioni continuano inoltre ad aumentare in alcune regioni, soprattutto tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, lavoratori e lavoratrici del sesso, persone che utilizzano droghe per via iniettiva, persone transgender e detenuti.

«Il rapporto racconta due storie», ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. Da una parte mostra i risultati ottenibili attraverso investimenti in salute, comunità e ricerca; dall’altra evidenzia quanto rapidamente i progressi possano essere compromessi da riduzioni dei finanziamenti, emergenze umanitarie e disuguaglianze persistenti.

Nel 2025 la diminuzione dei fondi internazionali ha interrotto diversi programmi di prevenzione dell’Hiv, compreso l’accesso alla profilassi pre-esposizione. Secondo i dati preliminari richiamati dall’Oms, l’utilizzo della PrEP è diminuito in alcuni Paesi e comunità, nonostante gli interventi adottati da alcuni governi per sostenere i servizi.

Anche per le epatiti virali sono stati registrati progressi. Dal 2015 le nuove infezioni annuali da virus dell’epatite B sono diminuite del 32% e i decessi legati all’epatite C del 12%. Nel 2024 le epatiti virali hanno tuttavia causato circa 1,3 milioni di morti. I decessi associati all’epatite B sono aumentati del 17% dal 2015, mentre diagnosi e trattamento restano insufficienti nonostante la disponibilità di terapie efficaci.

Per le infezioni sessualmente trasmesse il quadro è disomogeneo. Diversi Paesi hanno rafforzato le politiche nazionali e migliorato lo screening e il trattamento della sifilide in gravidanza. È aumentata, anche se in misura contenuta, la copertura vaccinale contro l’Hpv. In alcuni contesti crescono però l’incidenza delle infezioni e la resistenza agli antibiotici impiegati contro la gonorrea. Persistono inoltre lacune nella sorveglianza, nella diagnostica, nei finanziamenti e nei sistemi informativi.

L’Oms indica nell’integrazione dei servizi una delle principali opportunità di intervento. I Paesi con i risultati migliori inseriscono sempre più spesso le attività per Hiv, epatiti e Ist nell’assistenza primaria, insieme ai servizi per tubercolosi, salute sessuale e riproduttiva, salute materno-infantile e malattie non trasmissibili. Resta prioritaria anche l’eliminazione della trasmissione materno-infantile di Hiv, sifilide ed epatite B.

Tra gli strumenti richiamati figurano piattaforme diagnostiche per più malattie, sistemi interoperabili di sorveglianza, tecnologie digitali e nuove opzioni preventive. Il lenacapavir iniettabile con somministrazione semestrale, raccomandato dall’Oms per la prevenzione dell’Hiv, è in fase di introduzione in dieci Paesi, con un’estensione prevista in altri quattordici. L’Oms richiama inoltre la profilassi post-esposizione con doxiciclina come possibile intervento per ridurre le infezioni batteriche sessualmente trasmesse nelle popolazioni a rischio elevato.

L’organizzazione ha infine pubblicato le prime linee guida consolidate sull’erogazione dei servizi per Hiv e nuove indicazioni sulla sorveglianza, con l’obiettivo di sostenere i Paesi nell’organizzazione della prevenzione, della diagnosi, del trattamento e dell’assistenza a lungo termine.

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