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11 Settembre 2026Le organizzazioni della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e PTA contestano il mancato confronto con i professionisti: "Prima di ogni assetto, prima di ogni delibera, viene la sicurezza delle cure"

Il nuovo Piano regionale di gestione dei ricoveri del Lazio rischia di trasformare strumenti pensati per l'emergenza in un assetto ordinario, con possibili conseguenze sulla sicurezza delle cure, sulla continuità assistenziale e sull'attività programmata. È la denuncia delle Organizzazioni sindacali della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e PTA del Lazio, che esprimono "forte preoccupazione" per il Piano varato, a loro giudizio, senza un adeguato confronto con le rappresentanze dei professionisti. Le organizzazioni sindacali condividono l'obiettivo di ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, ma contestano le modalità individuate per raggiungerlo. In particolare, denunciano il rischio che gli ospedali siano chiamati a compensare le carenze di una rete territoriale ancora incompleta attraverso continue riallocazioni di personale e posti letto, la moltiplicazione dei livelli decisionali e una crescente fungibilità delle competenze specialistiche.
Il problema, secondo i sindacati, riguarda anche l'incompletezza del territorio, dalle Case e Ospedali di Comunità alla presa in carico delle cronicità, fino alla gestione degli accessi a bassa priorità. In questo contesto, il ricorso a soluzioni organizzative emergenziali può produrre "ritardi, percorsi meno appropriati, rinvii di interventi e diagnostica, e incertezza sulle responsabilità cliniche". "Le decisioni assunte costituiscono un rischio fattuale per i pazienti", sostengono le Organizzazioni sindacali, secondo cui l'assenza di ascolto e confronto con operatori sanitari e rappresentanze sindacali può tradursi in un'organizzazione instabile, con conseguenze sui percorsi assistenziali e sulla definizione delle responsabilità cliniche. Le sigle chiedono quindi alla Regione Lazio l'apertura immediata di un tavolo regionale permanente con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze professionali, prima dell'attuazione delle misure con maggiore impatto su turni, competenze e percorsi.
Tra le richieste c'è anche la pubblicazione di una ricognizione operativa delle strutture territoriali e del loro reale contributo alla riduzione degli accessi impropri. I sindacati chiedono inoltre un piano strutturale per organici e posti letto, con una distinzione netta tra misure emergenziali e organizzazione ordinaria. Particolare attenzione viene posta alla tutela delle competenze specialistiche e dell'attività programmata, evitando, sostengono le organizzazioni, una "fungibilità indiscriminata del personale" e rinvii sistematici delle prestazioni. Infine, viene chiesto un monitoraggio trasparente degli effetti del Piano su attese, esiti, sovraffollamento, carichi di lavoro ed eventi avversi. "Ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso è un obiettivo condiviso e non rinviabile", concludono i sindacati, ma questo non può avvenire "trasformando l'eccezione in regola" né scaricando su ospedali e professionisti le carenze di una rete territoriale ancora incompiuta.
Il documento è firmato da AAROI EMAC Lazio, ANAAO Assomed Lazio, FP CGIL Medici e Dirigenti SSN, Federazione CIMO FESMED, Federazione CISL Medici Lazio FASSID e FVM Federazione Veterinari e Medici UIL FP Medici.
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