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sviluppo sostenibile

09 Luglio 2026

Agenda 2030, Istat: migliora oltre la metà degli indicatori ma restano criticità

Pubblicato il Rapporto SDGs 2026. Nell'ultimo anno migliora il 51% delle misure, ma peggiorano gli indicatori su povertà, istruzione e istituzioni


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Migliora oltre la metà degli indicatori monitorati per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030, ma persistono criticità in ambiti come povertà, istruzione e qualità delle istituzioni. È il quadro delineato dal Rapporto SDGs 2026. Informazioni statistiche per l'Agenda 2030 in Italia, pubblicato dall'Istat, che analizza l'evoluzione del Paese attraverso gli indicatori relativi ai 17 Sustainable Development Goals. 

Nell'ultimo anno il 51% delle 243 misure statistiche considerate mostra un miglioramento, oltre un quarto presenta una situazione di stabilità o stagnazione, mentre il 24% registra un peggioramento. Le variazioni negative risultano più frequenti nel Goal 16 (Pace, giustizia e istituzioni), a causa della diminuzione della rappresentanza femminile e giovanile in Parlamento e dell'aumento dell'affollamento carcerario, nel Goal 4 (Istruzione), per il deterioramento delle competenze degli studenti e la riduzione della quota di giovani laureati, e nel Goal 1 (Povertà zero), per il peggioramento degli indicatori di povertà e deprivazione. Al contrario, il Goal 17 (Partnership per gli obiettivi) registra miglioramenti in tutte le misure considerate, mentre progressi significativi emergono anche nei Goal 10 (Ridurre le disuguaglianze) e 2 (Fame zero). 

L'analisi del decennio evidenzia un quadro solo parzialmente positivo. Il 53,8% delle misure mostra un miglioramento, l'11,3% un peggioramento e il 34,8% presenta un andamento non univocamente determinabile, segnale di progressi non ancora consolidati. Le tendenze più favorevoli riguardano i Goal dedicati alla riduzione delle disuguaglianze, alla parità di genere, all'innovazione e all'energia, mentre persistono criticità nei Goal relativi a consumo e produzione responsabili, acqua e città sostenibili. 

Sul piano territoriale il Rapporto conferma il divario tra Nord e Mezzogiorno nelle aree "People" e "Prosperity", con maggiori criticità nel Sud per povertà, occupazione e reddito. Per il Goal 3 (Salute), invece, la distribuzione regionale risulta più equilibrata rispetto ad altri ambiti, mentre nelle dimensioni ambientali emergono in diversi casi risultati relativamente più favorevoli per le regioni meridionali. 

Nel confronto europeo, circa il 49% degli indicatori colloca ancora l'Italia al di sotto della media dell'Unione europea, il 34% in posizione migliore e il 17% su livelli analoghi. Rispetto al 2015 il quadro mostra comunque un miglioramento, con un aumento della quota di indicatori favorevoli e una riduzione di quelli che evidenziano uno svantaggio rispetto alla media europea. 

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