Antibiotici
09 Luglio 2026Nel corso dell'incontro "La Sanità che Vorrei" esperti, istituzioni e società scientifiche indicano le priorità per rafforzare il contrasto all'antimicrobico-resistenza e alle infezioni correlate all'assistenza

Rafforzare la diagnostica rapida, promuovere un uso appropriato degli antibiotici, investire nell'infection control e garantire l'accesso alle nuove molecole. Sono alcune delle priorità indicate da società scientifiche, istituzioni ed esperti nel corso dell'incontro "L'antimicrobico resistenza: un piano per il futuro della salute", terzo appuntamento della quinta edizione de "La Sanità che Vorrei", promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) insieme ad altre società scientifiche e istituzioni.
Secondo i dati richiamati durante l'incontro, in Italia la prevalenza delle infezioni correlate all'assistenza negli ospedali per acuti è pari al 6,8%, rispetto a una mediana del 5,1% nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo, mentre l'indice composito di antibiotico-resistenza raggiunge il 21,8% contro il 15,4% dell'area UE/SEE.
"L'antibiotico-resistenza è una sfida sistemica che riguarda la qualità dell'assistenza, la sicurezza del paziente e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale", ha affermato Massimo Andreoni, membro del Consiglio superiore di sanità. Secondo Andreoni, il contrasto all'AMR richiede una strategia integrata basata su prevenzione, diagnostica, appropriatezza prescrittiva, controllo delle infezioni e disponibilità di nuove terapie. Ha inoltre ricordato il contributo della prevenzione vaccinale nel ridurre il ricorso agli antibiotici, in particolare nelle infezioni respiratorie e nelle persone più fragili.
Nel confronto istituzionale è stato inoltre evidenziato il ruolo del fondo destinato agli antibiotici "reserve", ritenuto uno strumento da mantenere per favorire l'accesso alle nuove molecole. Tra i temi affrontati anche la governance dell'innovazione, il coinvolgimento dei cittadini e la sostenibilità delle strategie di contrasto all'antibiotico-resistenza.
Sul fronte organizzativo, SIMIT ha richiamato i risultati dei programmi Resistimit e Insieme, dedicati rispettivamente allo studio delle batteriemie da Gram-negativi multiresistenti e alla valutazione delle pratiche di infection prevention and control negli ospedali italiani. I dati illustrati evidenziano ampi margini di miglioramento nella sorveglianza delle infezioni correlate all'assistenza, nel monitoraggio dell'igiene delle mani e nei sistemi di audit.
Le proposte emerse dal confronto convergono sulla necessità di rafforzare la stewardship antibiotica anche sul territorio, rendere più tempestivo l'impiego della diagnostica microbiologica, sviluppare reti laboratoriali e investire in figure professionali dedicate all'infection control. "Servono una medicina più integrata, una diagnostica più tempestiva e una prevenzione più forte", ha concluso Claudio Mastroianni, proboviro SIMIT. "L'antibiotico-resistenza si contrasta prima di tutto costruendo un sistema capace di prevenire meglio, usare meglio gli antibiotici e proteggere i pazienti più fragili".
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