malattie infettive
03 Luglio 2026Concluso il progetto europeo SeCOV+: migliorata la capacità di sequenziamento e analisi dei dati in tutte le 21 Regioni e Province autonome. Sviluppati nuovi modelli matematici per prevedere l'impatto delle varianti

L'Italia compie un passo avanti nella sorveglianza genomica dei virus respiratori. Al termine del progetto europeo SeCOV+, la rete nazionale dei laboratori ha rafforzato la capacità di sequenziamento e analisi dei dati, raggiungendo standard di qualità più elevati e ampliando il monitoraggio oltre il Sars-CoV-2 anche ai virus dell'influenza e al virus respiratorio sinciziale (Rsv). È quanto emerge dai risultati presentati dall'Istituto superiore di sanità (Iss) durante l'evento conclusivo del progetto. L'iniziativa, durata due anni e cofinanziata dalla Commissione europea con circa 3 milioni di euro attraverso il programma EU for Health (EU4Health), aveva l'obiettivo di consolidare le infrastrutture nazionali dedicate al sequenziamento genomico e alla sorveglianza dei virus respiratori, valorizzando l'esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19.
Tra i principali risultati raggiunti figurano la definizione di criteri condivisi per valutare le attività di sequenziamento del network, il potenziamento della piattaforma nazionale per la gestione dei dati, la revisione delle strategie di sequenziamento e una valutazione delle capacità dei laboratori di analizzare Sars-CoV-2, virus influenzali e Rsv. Il progetto ha inoltre affrontato il tema della sostenibilità della rete nel lungo periodo, verificando la capacità dei laboratori di mantenere nel tempo le competenze e le infrastrutture sviluppate durante l'emergenza pandemica. Parallelamente sono stati sviluppati nuovi modelli matematici in grado di stimare la trasmissibilità dei virus e prevedere il possibile impatto epidemiologico di future varianti del Sars-CoV-2, strumenti che potranno supportare le attività di sanità pubblica e la programmazione degli interventi.
"L'impatto del progetto sul network di laboratori in tutte e 21 le Regioni e Province autonome italiane è stato molto importante", ha spiegato Paola Stefanelli, coordinatrice del progetto. "È aumentata la capacità di sorveglianza genomica e di analisi dei dati, anche attraverso l'integrazione dei settori della genomica, dell'epidemiologia e dell'ambiente. La gran parte dei laboratori del network inoltre ha raggiunto gli standard di qualità necessari". Secondo l'Iss, SeCOV+ lascia così in eredità una rete nazionale più solida e omogenea, capace di integrare il sequenziamento genomico con l'analisi epidemiologica e ambientale e di rispondere con maggiore tempestività all'emergere di nuovi agenti patogeni respiratori.
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