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09 Luglio 2026

Infezioni nelle Rsa, presentati nuovi strumenti per rafforzarne la prevenzione

Presentati a Udine i risultati del progetto CCM finanziato dal Ministero della Salute


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Il 2,6% dei residenti nelle Rsa italiane presenta almeno un'infezione correlata all'assistenza (ICA) e quasi la metà dei microrganismi monitorati risulta resistente ad almeno una classe di antibiotici. È quanto emerge dal progetto CCM "La tutela della salute nelle strutture residenziali sociosanitarie: un impegno condiviso per prevenire e controllare le infezioni correlate all'assistenza", finanziato dal Ministero della Salute, i cui risultati sono stati presentati a Udine nel corso del meeting finale. 

L'indagine HALT, giunta alla quarta edizione, è stata condotta nel 2024 su 470 strutture e 31.670 residenti. Il giorno della rilevazione il 2,6% degli ospiti presentava almeno un'infezione correlata all'assistenza, in calo rispetto al 2017. Le infezioni più frequenti sono risultate quelle urinarie (37,8%) e respiratorie (33,3%). Inoltre, 915 residenti (2,9%) erano in trattamento con antimicrobici, soprattutto penicilline, cefalosporine e fluorochinoloni, mentre il 46,2% dei microrganismi monitorati mostrava resistenza ad almeno una classe di antibiotici. 

Secondo Silvio Brusaferro, ordinario di Igiene generale e applicata dell'Università di Udine e coordinatore dello studio, uno dei principali ostacoli è rappresentato dalla forte eterogeneità delle Rsa italiane. "La frammentazione degli approcci rende difficile garantire standard minimi omogenei in tutto il Paese e anche proporre raccomandazioni per tipologia di struttura", ha affermato. 

Il progetto ha inoltre sviluppato un sistema pilota di monitoraggio basato sui flussi amministrativi correnti, con indicatori standardizzati per descrivere il carico delle infezioni e la circolazione dei patogeni resistenti nelle reti territoriali collegate agli ospedali di riferimento. Secondo Caterina Rizzo, ordinaria di Igiene generale e applicata, l'identificazione di queste reti "può permettere di garantire interventi omogenei e coordinati di prevenzione e controllo delle infezioni". 

Tra i risultati del progetto figura anche una "cassetta degli attrezzi" destinata agli operatori delle strutture residenziali, composta da un manuale operativo, due corsi di formazione a distanza e una piattaforma digitale dedicata alla prevenzione e al controllo delle infezioni. Il manuale affronta temi quali gestione dei dispositivi invasivi, sorveglianza dei focolai, prevenzione delle infezioni da microrganismi multiresistenti, formazione del personale e coinvolgimento di residenti e familiari. 

Secondo Paolo D'Ancona, responsabile del progetto per l'Istituto Superiore di Sanità, la letteratura scientifica indica che l'implementazione sistematica delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni può ridurre l'incidenza delle ICA fino al 50%, confermando il valore di interventi strutturati e continuativi, inclusa la formazione del personale, come raccomandato da Oms ed Ecdc.

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