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Cronicità

08 Aprile 2026

Istat, Italia più longeva ma crescono le cronicità. Tumori e malattie cardiovascolari prime cause di morte

Secondo Istat, nel 2023 la speranza di vita è di 83,4 anni. Tumori al 26,3% e malattie cardiovascolari al 30% dei decessi


aumento longevità

L’Italia si conferma tra i Paesi più longevi, con una speranza di vita alla nascita pari a 83,4 anni, ma registra un aumento delle patologie cronico-degenerative. È quanto emerge dall’approfondimento “Storie di dati – Le trasformazioni dell’Italia” pubblicato dall’Istat.

Nel periodo 1990-2024 la speranza di vita è cresciuta di circa 8 anni negli uomini e di 6,5 anni nelle donne, raggiungendo rispettivamente 81,5 e 85,6 anni. Parallelamente, è aumentata la diffusione delle patologie cronico-degenerative, tipiche dell’età anziana.

I dati storici mostrano un cambiamento rilevante nelle cause di morte. I tumori sono passati dal 2-3% dei decessi alla fine del XIX secolo al 26,3% nel 2023. Le malattie cardiovascolari sono salite dal 6-8% al 30%, diventando dalla seconda metà del Novecento la principale causa di morte.

Nel 2020 la pandemia da Covid-19 ha riportato la mortalità per malattie infettive al 12,4% dei decessi, valore sceso al 5,0% nel 2023. Nel lungo periodo si registra invece una riduzione marcata della mortalità per malattie respiratorie e dell’apparato digerente.

La mortalità generale si è stabilizzata intorno a mille decessi ogni 100mila abitanti dall’inizio degli anni Cinquanta, nonostante l’invecchiamento della popolazione. Tra il 1990 e il 2023 la mortalità standardizzata per età è diminuita del 43% tra gli uomini e di quasi il 40% tra le donne.

Persistono differenze territoriali e sociali. Nel 2023 l’età mediana alla morte varia da meno di 82 anni in Campania a oltre 86 nelle Marche. Il Mezzogiorno presenta livelli di mortalità più elevati rispetto al Centro-Nord. Tra gli adulti con almeno 30 anni, quelli con bassa istruzione mostrano una mortalità circa del 40% superiore rispetto ai soggetti con istruzione elevata.

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