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19 Maggio 2026

Sanità, Gimbe: frodi e abusi sottraggono risorse e peggiorano accesso alle cure

Presentato all’Anac il report dell’Osservatorio GIMBE: individuate 65 tipologie di frodi e abusi. Oltre 70 miliardi di affidamenti nell’area più esposta ai rischi corruttivi


spesa sanitaria

Frodi, abusi, conflitti di interesse e pratiche opportunistiche che erodono risorse pubbliche, peggiorano l’accesso alle cure e minano la fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale. È il quadro delineato dalla Fondazione Fondazione GIMBE nel report “Frodi e abusi in sanità”, presentato oggi nella sede dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nell’ambito del protocollo di intesa tra i due enti. Secondo il presidente di GIMBE Nino Cartabellotta, il fenomeno non può essere ridotto ai soli scandali giudiziari. “Accanto ai reati e agli illeciti amministrativi esiste una vasta area grigia di pratiche molto diffuse e spesso tollerate che, pur restando spesso fuori dal perimetro giudiziario, sottraggono risorse al Ssn, riducendo la capacità del sistema di garantire servizi efficaci ed equi”, ha dichiarato. Il report evidenzia come la sanità rappresenti uno dei settori più vulnerabili ai fenomeni corruttivi, anche per l’enorme volume di spesa pubblica coinvolto.

Secondo le stime Anac, nel 2023 il 25% del valore complessivo dei contratti pubblici, pari a 70,5 miliardi di euro, ha riguardato affidamenti in sanità: farmaci, dispositivi medici, apparecchiature e servizi. “Questo dato - ha osservato Cartabellotta - indica l’ampiezza dell’area di spesa pubblica più esposta a fenomeni corruttivi. È proprio qui che servono più trasparenza, tracciabilità digitale, controlli tempestivi e accountability”. Nel documento GIMBE propone anche la prima tassonomia nazionale di frodi e abusi in sanità, articolata in nove aree e 65 tipologie differenti, che spaziano dal procurement alla ricerca clinica, fino alla gestione delle risorse umane e all’erogazione dei servizi sanitari. L’obiettivo è uniformare linguaggio, classificazioni e criteri di monitoraggio. “Una tassonomia condivisa - ha spiegato Cartabellotta - serve a parlare la stessa lingua, misurare i rischi, confrontare i dati e orientare i controlli”. Particolare attenzione viene posta all’impatto di frodi e abusi sulla salute e sulle diseguaglianze. Secondo GIMBE, questi fenomeni non solo sottraggono risorse economiche, ma compromettono qualità e sicurezza delle cure, peggiorano l’accessibilità ai servizi e colpiscono soprattutto le fasce più fragili della popolazione. “Quando una prestazione passa davanti non per bisogno clinico, ma per denaro, relazioni o interessi - ha avvertito Cartabellotta - non si crea solo una corsia preferenziale: si sovverte il principio che deve guidare il Ssn, cioè curare prima chi ne ha più bisogno”. Tra le principali criticità individuate dal report figurano la frammentazione dei sistemi informativi, l’assenza di una sorveglianza integrata dei rischi, la debole gestione dei conflitti di interesse e la vulnerabilità persistente degli appalti sanitari. Secondo GIMBE, dopo l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio diventa ancora più urgente rafforzare gli strumenti di prevenzione, trasparenza e monitoraggio.

Per questo la Fondazione propone il passaggio da un modello prevalentemente reattivo a uno preventivo, attraverso l’istituzione di un Osservatorio nazionale su frodi e abusi in sanità, l’integrazione dei flussi informativi sanitari, amministrativi e giudiziari, l’utilizzo di indicatori di rischio e strumenti di intelligenza artificiale, oltre al rafforzamento del whistleblowing e degli audit interni. Nel corso della presentazione è intervenuto anche il presidente Anac Giuseppe Busia, che ha sottolineato come “la cattiva amministrazione sia il primo varco attraverso cui si insinuano infiltrazioni criminali, sprechi e distorsioni”. Busia ha indicato nei contratti pubblici l’area più esposta ai rischi corruttivi, richiamando l’attenzione su affidamenti diretti non giustificati, esternalizzazioni del personale sanitario, irregolarità nelle nomine e criticità nella gestione delle liste d’attesa. “Difendere la sanità pubblica da corruzione e cattiva gestione - ha concluso Busia - significa difendere la vita delle persone. Ogni spreco è un danno alla salute, ogni opacità una ferita alla fiducia”.

 

TAG: GIMBE, NINO CARTABELLOTTA, RISORSE, ANAC

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