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17 Dicembre 2025

Logistica healthcare: domiciliarità in crescita, ma restano nodi su governance e acquisti

Una ricerca di LIPHE analizza l’evoluzione della logistica healthcare in Italia tra digitalizzazione e cure domiciliari


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La logistica healthcare italiana sta attraversando una fase di trasformazione, spinta dall’innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione dei processi e dall’evoluzione dei modelli di cura sempre più orientati al domicilio del paziente. A delineare trend, criticità e sfide future è una ricerca condotta da LIPHE – Logistica Integrata Pharma Healthcare, che ha coinvolto i general manager delle aziende attive lungo l’intera filiera della health supply chain.

Dallo studio emerge un settore chiamato a gestire una logistica sempre più specializzata e di precisione, in grado di rispondere alla crescente diffusione di farmaci complessi, terapie biotecnologiche e avanzate, con requisiti stringenti sulla catena del freddo, tempi di consegna ridotti e un coordinamento più stretto tra industria, distribuzione e strutture sanitarie. Parallelamente, cresce la domanda di flessibilità operativa per ridurre le scorte di ospedali e farmacie e rispondere a ordini frammentati e sempre più orientati all’on demand.

Un ruolo centrale è attribuito alla domiciliarizzazione delle cure, oggi ancora limitata in termini di volumi ma destinata, secondo LIPHE, a crescere. Questo sviluppo richiede una maggiore integrazione tra ospedale, territorio, farmacia e operatori logistici, oltre a un allineamento dei processi organizzativi e informativi. In questo contesto, sostenibilità ambientale, sociale e di governance diventa un elemento strutturale della filiera, insieme alla progressiva affermazione di modelli multicanale e dell’e-commerce, soprattutto per OTC, integratori e dispositivi medici.

Accanto ai trend evolutivi, la ricerca mette in evidenza criticità strutturali che continuano a frenare lo sviluppo della logistica sanitaria. Tra queste, il regionalismo sanitario, che si traduce in modelli di acquisto eterogenei e in una distribuzione non uniforme dei servizi sul territorio, con possibili ricadute sull’equità di accesso. Un altro nodo riguarda le gare pubbliche, spesso impostate prevalentemente sul criterio del prezzo, con un riconoscimento limitato degli investimenti in qualità, sicurezza, digitalizzazione e sostenibilità.

Secondo Mila De Iure, direttrice generale di LIPHE, il disallineamento tra i sistemi del settore pubblico e quelli degli operatori logistici rappresenta un ulteriore fattore critico, che rischia di ridurre l’efficienza complessiva e di rallentare lo sviluppo dell’home delivery e della gestione domiciliare dei pazienti. In questo quadro, l’adozione di modelli di partenariato pubblico-privato viene indicata come una possibile leva per migliorare l’efficienza del sistema e liberare risorse professionali, in particolare per i farmacisti ospedalieri.

Guardando al futuro, la ricerca individua nelle cure domiciliari, nell’innovazione tecnologica e nella sostenibilità le principali direttrici di sviluppo della logistica healthcare. L’uso crescente di automazione e intelligenza artificiale nei magazzini e nella pianificazione delle consegne si accompagna però a una carenza di personale, sia nei profili operativi sia in quelli altamente specializzati, rendendo necessari investimenti in formazione e nuove competenze.

Nel complesso, secondo Pierluigi Petrone, presidente di LIPHE, la sfida per il settore è costruire modelli collaborativi stabili tra pubblico e privato, capaci di integrare specializzazione, innovazione e sostenibilità, per garantire continuità, sicurezza e tempestività delle cure in un sistema sanitario sempre più orientato al territorio.

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