salute mentale
02 Settembre 2025Riforme legislative scarse, finanziamenti stagnanti e disparità profonde tra Paesi. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel nuovo report globale sulla salute mentale

Riforme legislative scarse, finanziamenti stagnanti e disparità profonde tra Paesi. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel nuovo report globale sulla salute mentale, elaborato a partire dai dati contenuti in World Mental Health Today e nel Mental Health Atlas 2024.
Secondo l’Oms, la spesa pubblica media per la salute mentale si attesta ancora al 2% dei bilanci sanitari nazionali, percentuale invariata dal 2017. Le differenze restano marcate: i Paesi ad alto reddito investono fino a 65 dollari pro capite, mentre nei Paesi a basso reddito la spesa scende a soli 0,04 dollari.
La carenza di risorse si riflette anche nella forza lavoro: in media 13 operatori di salute mentale ogni 100mila abitanti, con gravi deficit nelle aree a basso e medio reddito.
Sul fronte normativo, solo il 45% degli Stati ha adottato legislazioni in piena conformità con gli standard internazionali sui diritti umani. Un segnale positivo arriva invece dall’integrazione della salute mentale nell’assistenza primaria: il 71% dei Paesi soddisfa almeno tre dei cinque criteri fissati dall’Oms.
Restano però ampie lacune nei dati e nella copertura dei servizi: nei Paesi a basso reddito meno del 10% delle persone con disturbi psicotici riceve cure, a fronte di oltre il 50% nei Paesi ad alto reddito. Una situazione che, secondo l’Oms, conferma l’urgenza di rafforzare l’accesso e l’erogazione dei servizi per affrontare bisogni sanitari in crescita a livello globale.
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