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Anziani

26 Ottobre 2026

Anziani, a Firenze un modello di assistenza a domicilio tra tecnologia e socialità

Un progetto del Comune e di ASP Montedomini coinvolge 100 over 65 tra appartamenti protetti e abitazioni private


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A Firenze, 100 persone over 65 partecipano a un progetto che punta a conciliare autonomia, servizi e socialità, anche per chi vive nella propria abitazione. Promosso dal Comune e da ASP Montedomini, coinvolge 15 appartamenti protetti e case private distribuite in città, con il supporto di Yourease, una piattaforma digitale che mette in comunicazione anziani, operatori, famiglie e servizi. Il progetto affronta una questione centrale per la longevità: come continuare a vivere a casa propria senza rinunciare al sostegno necessario e alle occasioni di incontro. A raccontarlo è anche la storia di Ferdinando, 70 anni, appassionato di pittura. Dopo una piccola mostra organizzata da un’assistente sociale, i suoi quadri sono stati fotografati e condivisi sugli schermi presenti nelle abitazioni degli altri anziani coinvolti nell’iniziativa. Le opere hanno così continuato a circolare anche dopo la mostra, trasformando una passione personale in un’occasione di condivisione.

Il modello fiorentino si inserisce nell’evoluzione del senior housing: soluzioni che cercano di sostenere la permanenza nella propria casa attraverso servizi coordinati, senza limitare l’assistenza alle strutture residenziali. La piattaforma utilizzata nel progetto integra strumenti vocali, domotica e dispositivi per facilitare la comunicazione e la gestione delle richieste. Sono presenti anche 106 dispositivi Echo Show 8 con Alexa Smart Properties, mentre i 15 appartamenti protetti dispongono di strumenti domotici. La tecnologia può servire anche nelle situazioni di emergenza. Maria, 81 anni, vive sola a Firenze e, dopo una caduta in cucina, è riuscita a chiedere aiuto attraverso il sistema vocale presente in casa. La richiesta è stata inoltrata all’operatore della centrale incaricata del servizio. La storia di Ferdinando mostra invece un utilizzo diverso: non la gestione di un bisogno, ma la possibilità di mantenere vivo un interesse e condividerlo con altre persone. In questo caso, l’iniziativa è partita da un’assistente sociale; gli strumenti digitali hanno permesso di prolungarne gli effetti nel tempo.

La sfida riguarda una popolazione numerosa e destinata a crescere. Secondo i dati Istat riportati nel materiale del progetto, nel 2024 in Italia vivevano sole 4,6 milioni di persone con almeno 65 anni. Nel biennio 2023-2024 la quota raggiungeva il 23,3% tra le persone di 65-74 anni e il 39,7% tra gli over 75. Vivere soli non significa necessariamente essere isolati: molte persone possono contare su familiari, amici e vicini. Ma quando le reti sociali si indeboliscono e le occasioni di incontro diminuiscono, la solitudine può diventare un fattore di vulnerabilità. L’isolamento sociale e la solitudine sono infatti associati a un maggiore rischio di depressione e declino cognitivo e a un peggioramento del benessere complessivo. Per questo l’invecchiamento in salute non riguarda soltanto la prevenzione e l’assistenza, ma anche la possibilità di mantenere interessi, autonomia e relazioni significative. «Quando si parla di tecnologia per gli anziani, il pensiero va quasi sempre alla sicurezza: l’allarme, il sensore, la richiesta di assistenza. Sono funzioni importanti, ma invecchiare bene significa anche continuare ad avere interessi, sentirsi riconosciuti e avere qualcosa da condividere con gli altri», afferma Anna Maria Gentile, Managing Director di Yourease.

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