case di comunità
21 Ottobre 2026Il presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità annuncia il lavoro sugli atti di indirizzo per gli accordi 2025-2027

Le Regioni stanno lavorando agli atti di indirizzo per il rinnovo degli Accordi collettivi nazionali 2025-2027 dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali, con l'obiettivo di avviare le trattative nei prossimi mesi. Lo ha annunciato Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, in un messaggio al 58° Congresso nazionale di Sumai Assoprof, in corso a Roma, dedicato al tema «Casa della comunità: non si inaugura... si organizza».
Il rinnovo degli accordi, ha spiegato Alparone, deve accompagnare la riorganizzazione dell'assistenza territoriale e garantire la valorizzazione economica e professionale dei medici convenzionati. L'obiettivo delle Regioni è assicurare strumenti contrattuali coerenti con l'evoluzione dei servizi e con il ruolo dei professionisti coinvolti.
«Stiamo lavorando agli atti di indirizzo relativi ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e agli specialisti ambulatoriali, con l'obiettivo di avviare le trattative per il nuovo triennio negoziale», ha dichiarato Alparone, sottolineando l'importanza di rinnovare gli accordi durante il periodo di vigenza contrattuale.
Al centro dell'intervento anche il passaggio dalla realizzazione delle strutture previste dal Pnrr alla loro organizzazione operativa. Dopo una fase concentrata su Case della comunità, Centrali operative territoriali, Ospedali di comunità, piattaforme digitali e telemedicina, secondo Alparone occorre garantire che le nuove strutture diventino luoghi di cura e di presa in carico.
«Ora quell'obiettivo è stato raggiunto e, con riferimento alle Case di comunità, abbiamo davanti una nuova fase decisiva: come fare in modo che diventino realmente luoghi di cura, di integrazione professionale e di presa in carico delle persone. E sotto questo aspetto, condivido con voi che la vera sfida è organizzativa», ha affermato.
Per il presidente del Comitato di settore, le Case della comunità devono assicurare una risposta integrata ai bisogni sanitari, sociosanitari e sociali dei cittadini. Questo richiede la collaborazione tra professionisti, il coordinamento dei servizi e modelli organizzativi capaci di garantire continuità assistenziale.
In tale percorso, la specialistica ambulatoriale rappresenta, secondo Alparone, uno degli snodi fondamentali dell'assistenza territoriale. Gli specialisti contribuiscono alla gestione delle patologie croniche e all'integrazione tra cure primarie, servizi territoriali e ospedali.
«Il rafforzamento dell'assistenza territoriale non può essere immaginato senza il vostro pieno coinvolgimento», ha sottolineato, richiamando la necessità di una collaborazione effettiva tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, altri professionisti sanitari e servizi sociali.
Alparone ha infine ribadito l'impegno delle Regioni ad accompagnare la riforma attraverso il rinnovo degli accordi e la definizione di strumenti contrattuali in grado di valorizzare il contributo dei professionisti convenzionati nell'organizzazione dei nuovi servizi territoriali.
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