payback
26 Gennaio 2026Conflavoro Pmi Sanità segnala comunicazioni di esproprio da parte delle Regioni alle aziende del medtech

Le Regioni starebbero inviando in queste ore comunicazioni di esproprio a centinaia di aziende fornitrici degli ospedali italiani nell’ambito del meccanismo del payback sui dispositivi medici. A denunciarlo, in una nota, è Conflavoro Pmi Sanità, per voce del presidente Gennaro Broya de Lucia.
Secondo l’associazione, le richieste riguarderebbero somme definite “enormi” e avanzate in modo retroattivo, che in molti casi supererebbero gli utili complessivi di dieci anni di attività delle imprese coinvolte. De Lucia parla di un provvedimento che rischia di avere conseguenze rilevanti sulla tenuta del comparto produttivo e sulla continuità delle forniture ospedaliere.
Sempre secondo Conflavoro Pmi Sanità, l’impatto potrebbe tradursi in un rischio occupazionale per oltre 100.000 lavoratori, in una serie di fallimenti tra le piccole e medie imprese del settore e in un possibile blocco delle forniture agli ospedali, in un contesto già caratterizzato da liste di attesa elevate.
“Lo chiamano payback, ma in realtà si tratta di un vero e proprio attacco all’imprenditoria italiana che rischia di essere spazzata via per legge”, afferma de Lucia, che definisce la situazione un “esproprio” a carico delle aziende fornitrici.
Il presidente dell’associazione chiama in causa direttamente il Governo, chiedendo un intervento in tempi rapidi per bloccare quella che Conflavoro definisce una misura gravemente dannosa per il lavoro e per la salute dei cittadini e per rivedere il quadro normativo sul payback dei dispositivi medici.
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