Screening
23 Gennaio 2026Lombardia e Basilicata hanno attivato programmi regionali di screening per il tumore della prostata

In assenza di un programma nazionale organizzato di screening per il tumore della prostata, Lombardia e Basilicata hanno attivato percorsi regionali strutturati di prevenzione e diagnosi precoce. I dati sono stati presentati in un report diffuso da Fondazione Onda ETS, che dal 2023 coordina tavoli di confronto interregionali sul tema.
Secondo il report, nel 2024 in Italia si stimano 40.192 nuove diagnosi di tumore della prostata, che rappresenta la neoplasia più frequente nella popolazione maschile.
In Lombardia, il programma è operativo da novembre 2024 ed è coordinato dalle Ats con il coinvolgimento delle Asst e degli Irccs. Il percorso prevede la compilazione di un questionario attraverso il Fascicolo sanitario elettronico, l’accesso al test del PSA mediante voucher, la visita urologica nei casi a rischio e, se indicato, risonanza magnetica e biopsia. A dicembre 2025 risultano circa 26.000 questionari compilati, 20.444 soggetti idonei al buono PSA, 6.996 PSA eseguiti, 1.122 visite urologiche e 98 risonanze proposte. È stato inoltre avviato il gestionale regionale Screen-Up per gli screening oncologici, con estensione prevista nel 2026. La fascia di età target sarà progressivamente ampliata dai 50–59 anni a partire da gennaio 2026 fino ai 69 anni entro la fine dell’anno.
In Basilicata, il programma è attivo da giugno 2025 e coinvolge la popolazione tra i 45 e i 70 anni. Al mese di dicembre 2025 sono stati registrati 6.500 questionari, 3.700 PSA, 545 visite programmate (di cui 480 eseguite), 260 risonanze prescritte (di cui 165 effettuate), 22 biopsie, 9 diagnosi positive e 3 prostatectomie radicali. Il modello prevede una piattaforma digitale dedicata e l’estensione del percorso ai soggetti con rischio eredo-familiare.
Il report evidenzia la necessità di definire un modello nazionale coordinato, con protocolli condivisi, indicatori omogenei, sistemi di monitoraggio e un’organizzazione multidisciplinare dei percorsi diagnostico-terapeutici. Viene inoltre richiamata l’attenzione sul tema della sostenibilità e sulla gestione del rischio di sovradiagnosi e trattamenti non appropriati.
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