Oncologia
26 Gennaio 2026La Società italiana di medicina ambientale interviene sulla proposta degli oncologi di aumentare il prezzo delle sigarette

La proposta degli oncologi di aumentare il prezzo delle sigarette come strumento di prevenzione sanitaria apre un confronto sul ruolo della leva fiscale nella tutela della salute pubblica. Sul tema interviene la Società italiana di medicina ambientale (Sima), che giudica l’aumento dei prezzi un intervento potenzialmente utile, ma insufficiente se non inserito in una strategia più ampia che includa anche altri prodotti dannosi.
In una nota, la Sima ricorda che “il fumo rappresenta ancora la più grande minaccia per la salute umana” e sottolinea che colpisce in modo diretto più decessi di alcol, droghe, incidenti stradali, Aids, omicidi e suicidi messi insieme. Tuttavia, secondo la società scientifica, “prevedere una tassazione specifica per colpire solo i prodotti da tabacco non rappresenterebbe un approccio realmente efficace per la tutela della salute pubblica”.
Il presidente della Sima, Alessandro Miani, richiama la necessità di considerare anche altre categorie di prodotti con impatto sanitario rilevante, come superalcolici, consumo eccessivo di zuccheri e alimenti ad alta densità calorica. “Se si ragiona nell’ottica di aumentare le tasse su beni dannosi per la salute, bisognerebbe valutare un approccio più completo, che prenda in considerazione una vasta gamma di prodotti potenzialmente nocivi”, afferma.
Miani cita l’esperienza di altri Paesi che hanno adottato modelli di “sin tax” applicati a più prodotti, dai superalcolici alle bevande zuccherate, con l’obiettivo di ridurre i consumi e generare risorse da destinare ai costi sanitari. Secondo la Sima, un approccio limitato alle sole sigarette rischia inoltre di “polarizzare il dibattito” e di creare una disparità di trattamento tra consumatori di prodotti con impatto sanitario comparabile.
La società scientifica non esclude che l’aumento del prezzo delle sigarette possa rappresentare uno strumento utile per disincentivare il fumo e sostenere il Servizio sanitario nazionale, ma ribadisce che tale misura dovrebbe essere inserita in un quadro integrato. “Occorre affrontare in modo coordinato tutte le sostanze che danneggiano la salute, adottando misure fiscali coerenti e proporzionali rispetto al loro impatto sanitario”, conclude Miani.
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