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Farmaci

24 Febbraio 2023

Carenze dei farmaci, riportare in Italia la produzione dei principi attivi. A Roma esperti a confronto

Si è aperto con l’intervento del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, l’evento ‘C’è carenza di farmaci in Europa? Strategia per il fabbisogno delle materie prime’, un incontro che è stato l’occasione di dialogo sul tema della carenza dei farmaci tra esperti del settore e politici. L’evento, organizzato dal Centro Studi Americani in collaborazione con Edra


Si è aperto con l’intervento del sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, l’evento ‘C’è carenza di farmaci in Europa? Strategia per il fabbisogno delle materie prime’, un incontro che è stato l’occasione di dialogo sul tema della carenza dei farmaci tra esperti del settore e politici. L’evento, organizzato dal Centro Studi Americani in collaborazione con Edra, si è tenuto ieri, a Roma.

Sul problema delle carenze, i numeri allarmanti ripresi dall’elenco disponibile sul sito di AIFA sono stati ridimensionati, visto che tra farmaci mancanti con AIC scaduto, medicinali che non si usano più da tempo e altri alla cui carenza si è ovviato con importazioni o tramite l’uso di equivalenti o galenici, alla fine è venuto fuori che “sono una trentina quelli effettivamente carenti”, come ha spiegato Gemmato. Secondo il Sottosegretario, invece, molto più interessante è il problema della governance strategica per raggiungere un’indipendenza nazionale. “Una nazione come l’Italia dovrebbe dotarsi di una strategia riferita, oltre che ai principi attivi, anche agli eccipienti” per essere indipendenti in tutta la filiera del farmaco, ha osservato Gemmato, portando l’attenzione anche su Ricerca & Sviluppo, affidati, spesso, ad altri Paesi, mentre “una visione strategica deve creare condizioni favorevoli per cui l’industria farmaceutica trovi vantaggi a stare in Italia”.

Eppure, l’industria farmaceutica in Italia ha fatto registrare 48,7 miliardi di euro di valore di produzione, con una crescita del 22%, trainata dell’export, come ha sottolineato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, evidenziando che “l’Italia è un produttore di principi attivi per un quarto dell’Europa”. La soluzione per avere più autonomia potrebbe essere “accorciare la filiera, che è una ricchezza del Paese e che comprende R&S, produzione, valore clinico e distribuzione”. Bisogna cambiare passo, invece, a livello di prezzo dei farmaci, con l’Italia che “è uno dei Paesi con valore rimborsato dei farmaci tra i più bassi. Una strada fallimentare – ha proseguito Cattani – mentre investimento e valorizzazione sostenibile devono trovare una logica, così come è opportuno che alcune spese sanitarie siano contabilizzate come investimento”. Enrique Häuserman, presidente di Egualia, invoca, invece, la revisione dei sistemi di gara, anche per difendere la sostenibilità della produzione, con i costi di energia e materie prime che sono aumentati, ed evitare, così, la conseguente delocalizzazione.

Dal lato dei farmacisti, il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, ha spiegato come, oltre alla mancanza di programmazione, anche il fatto che le strategie siano affidate alle Regioni rappresenti un problema. “Le Regioni devono amministrare, mentre la strategia deve essere affidata al Parlamento”, mentre Roberto Tobia, past president PGEU, pensa che “implementare un sistema di monitoraggio dei farmaci, che dia informazioni trasversali e integrate tra produzione, distribuzione e farmacie sul territorio”, sia una strategia da perseguire a livello europeo.
All’incontro non poteva mancare l’anello di congiunzione tra produzione e dispensazione dei farmaci, ovvero la distribuzione. Pierluigi Petrone, presidente Assoram, nel suo intervento ha osservato che “sarebbe opportuno che lo Stato garantisca a tutta la filiera i fondi realmente stabiliti e allocati alle varie attività”.

La seconda parte dell’incontro ha visto la partecipazione di diversi esponenti della politica, che hanno apprezzato la possibilità di un confronto diretto con gli stakeholder del settore. Non è mancato l’impegno, dalle diverse parti, sia di maggioranza che di opposizione, a portare all’attenzione dei decisori temi quali la razionalizzazione della spesa sanitaria, l’opportunità di avere una visione strategica nel lungo periodo, con un piano sistemico di riforma del settore, e di puntare a un piano di controllo che non debba essere coercitivo, ma che serva a migliorare il sistema. 

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