Farmaci
19 Giugno 2024Da oltre 30 anni J&J contribuisce a rispondere ai bisogni di cura ancora insoddisfatti dei pazienti oncologici e al miglioramento della loro aspettativa e qualità di vita. Questo grazie al nostro desiderio di concretizzare la propria mission
Con 400mila nuove diagnosi stimate nel 2023, oltre 18mila casi in più rispetto al 2020, il cancro in Italia rappresenta un'emergenza. Secondo gli esperti, il peggio deve ancora arrivare: da qui al 2030 prevedono che le nuove diagnosi di tumori maligni aumenteranno del 69%, con un incremento dei decessi del 72%.
"Da oltre 30 anni J&J contribuisce a rispondere ai bisogni di cura ancora insoddisfatti dei pazienti oncologici e al miglioramento della loro aspettativa e qualità di vita. Questo grazie al nostro desiderio di concretizzare la missione di J&J: lavorare per un futuro in cui le malattie siano un ricordo del passato. La nostra pipeline afferma Alessandra Baldini, direttrice medica Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia continua a crescere e ad arricchirsi di terapie sempre più avanzate e sempre più personalizzate, e questo è reso possibile dal nostro costante impegno nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi". Ma non solo: "L'impegno di J&J aggiunge Baldini è rafforzato anche attraverso numerose collaborazioni esterne, mirate a sfruttare strumenti computazionali e l'intelligenza artificiale per produrre evidenze innovative, basate sull'osservazione e l'analisi dei dati reali, che consentano di rendere il cancro una condizione sempre più gestibile e con prospettive di cura".
Nell'area dell'onco-ematologia l'azienda ha approvato 14 farmaci in poco più di 10 anni, di cui 8 capostipiti della loro classe riporta una nota Entro il 2030 sono previste, a livello globale, 35 nuove richieste di autorizzazione alle agenzie regolatorie, tra nuove molecole o combinazioni ed estensioni di indicazione. Di queste, 15 saranno nell'ambito dei tumori del sangue, 3 nel tumore della prostata, 3 del polmone, 4 della vescica e oltre 5 in altre aree, con una media di 2 nuove terapie a disposizione dei pazienti all'anno. A testimonianza del proprio impegno nella ricerca clinica, J&J ha presentato agli ultimi congressi dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) e della European Hematology Association (Eha) 2024 oltre 85 abstract, tra cui 20 presentazioni, su nuovi dati clinici e di real-world nelle immunoterapie per tumori solidi ed ematologici.
Nell'ambito dei tumori solidi si legge nella nota J&J sta rivoluzionando gli standard di cura per il tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) con mutazioni dell'Egfr grazie ad amivantamab anticorpo bispecifico completamente umano, first-in-class, per il riconoscimento dei recettori mutati del fattore di crescita dell'epidermide (Egfr) e della transizione mesenchima-epidermide (Met). Durante il congresso Asco 2024, sono stati presentati i dati dello studio di fase 3 Paloma III che ha valutato l'efficacia e la farmacocinetica della formulazione sottocutanea (Sc) di amivantamab in combinazione con lazertinib rispetto alla combinazione somministrata per via endovenosa (Iv) in pazienti con Nsclc avanzato o metastatico con delezione dell'esone 19 del recettore dell'Egfr o mutazioni L858R, dopo progressione con osimertinib e chemioterapia. I dati hanno mostrato che la formulazione sottocutanea è associata a un tempo di somministrazione significativamente più breve rispetto alla formulazione endovenosa, circa 5 minuti contro 5 ore, diminuendo di 5 volte le reazioni correlate all'infusione, con una farmacocinetica e un'efficacia comparabili alla somministrazione endovenosa attuale. A un follow-up mediano di 7 mesi, la terapia con amivantamab Sc ha dimostrato anche una maggiore durata della risposta (Dor) e della sopravvivenza libera da progressione (Pfs).
In particolare, dettaglia J&J la combinazione di amivantamab e lazertinib ha dimostrato efficacia indipendentemente dalle caratteristiche biologiche o cliniche dei pazienti, inclusi quelli ad alto rischio di progressione (studio Mariposa). Inoltre, è stato appunto dimostrato che la formulazione sottocutanea di amivantamab in combinazione con lazertinib ha migliorato l'esperienza terapeutica dei pazienti, riducendo i tempi di somministrazione e diminuendo di 5 volte le reazioni correlate all'infusione, con una farmacocinetica e un'efficacia comparabili alla somministrazione endovenosa. Proprio sulla base dei risultati dello studio Paloma III, l'azienda ha di recente presentato all'Agenzia europea per i medicinali (Ema) la domanda di estensione di indicazione per amivantamab Sc in combinazione con lazertinib per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con Nsclc avanzato con delezione dell'esone 19 dell'Egfr o mutazioni L858R, e come monoterapia in pazienti adulti con Nsclc avanzato con mutazioni attivanti dell'esone 20.
J&J è attiva da più di 2 decenni anche nell'ambito dei tumori ematologici, a partire dal mieloma multiplo.
Ai congressi Asco ed Eha 2024, J&J ha presentato più di 40 lavori dedicati alle immunoterapie per il mieloma, dall'anticorpo monoclonale anti-CD38 ai bispecifici e alle Car-T.
Dati promettenti sono stati presentati anche nell'ambito delle terapie avanzate, prosegue la nota: anticorpi bispecifici e la terapia a base di Car-T, ciltacabtagene-autoleucel (cilta-cel).
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