Obesità
28 Gennaio 2026AbbVie annuncia il rafforzamento della propria presenza nel mercato dei farmaci antiobesità puntando su un trattamento amilinico sviluppato da Gubra

AbbVie ha annunciato l’intenzione di rafforzare la propria presenza nel mercato in rapida espansione dei farmaci antiobesità, puntando su un nuovo trattamento basato su un principio diverso rispetto agli agonisti del GLP-1. Si tratta di GUBamy, un farmaco che imita l’amilina, sviluppato dalla biotech danese Gubra e acquisito in licenza da AbbVie lo scorso anno.
Il prodotto si propone come alternativa a Wegovy (Novo Nordisk) e Zepbound (Eli Lilly), con l’obiettivo di favorire la perdita di peso mantenendo una migliore tollerabilità e una maggiore durata dell’effetto, soprattutto per i pazienti che tendono ad abbandonare le terapie di prima generazione. Roopal Thakkar, Chief Medical Officer di AbbVie, intervenendo alla J.P. Morgan Healthcare Conference, ha dichiarato: "Abbiamo una formulazione a lunga durata dell’amilina, il cui profilo di tollerabilità ci convince. Per questa ragione vogliamo continuare a percorrere questa strada». Secondo Jeffrey Stewart, chief commercial officer di AbbVie, l’esperienza maturata nel settore estetico rappresenta un vantaggio competitivo, poiché i pazienti che ricorrono a questi trattamenti sono spesso interessati anche al controllo del peso. “Conosciamo bene le esigenze della nostra clientela in ambito estetico – ha spiegato Stewart – e sappiamo come integrare la gestione del dimagrimento nei loro percorsi di cura”.
A differenza dei farmaci GLP‑1 - che stimolano il rilascio di insulina e rallentano la digestione attraverso ormoni intestinali - i farmaci a base di amilina agiscono su un ormone prodotto dal pancreas che ritarda lo svuotamento gastrico e riduce l’appetito. Dati preliminari indicano che i farmaci amilinici sarebbero anche più efficaci nel preservare la massa muscolare rispetto ai GLP‑1.
Il mercato globale dei farmaci per l’obesità è in piena espansione e si stima possa raggiungere un valore annuo di 150 miliardi di dollari entro il prossimo decennio.
Fonte:
Cristoforo Zervos
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