Intervista
19 Luglio 2023 La digitalizzazione raggiunta con la pandemia di Covid è un’eredità che non si può perdere e che deve far sì che l’integrazione ospedale-territorio non resti più solo uno slogan. Paolo Colli Franzone, in un’intervista a Sanità33, sottolinea come il New Normal rappresenti “la nuova normalità dopo lo tsunami del Covid, che non ha riguardato solo l’Italia e che ha mostrato quanto fossero deboli i sistemi sanitari
La digitalizzazione raggiunta con la pandemia di Covid è un’eredità che non si può perdere e che deve far sì che l’integrazione ospedale-territorio non resti più solo uno slogan. È l’appello di Paolo Colli Franzone, presidente dell’Istituto per il Management dell’Innovazione in Sanità (IMIS), che ha pubblicato di recente il libro “Il New Normal della Sanità”, edito da Edra.
Colli Franzone, in un’intervista a Sanità33, sottolinea come il New Normal rappresenti “la nuova normalità dopo lo tsunami del Covid, che non ha riguardato solo l’Italia e che ha mostrato quanto fossero deboli i sistemi sanitari”. Nel nostro paese, “vi erano alcune debolezze irrisolte da tempo – prosegue l’esperto -. Con il Covid abbiamo capito che cosa non ha funzionato”. Ora, secondo Colli Franzone, si tratta di girare in positivo la lezione e di risolvere i problemi, con l’obiettivo preciso di trasformare il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn).
In Italia “il Ssn è troppo sbilanciato verso l’ospedale tanto che, nel periodo Covid, i pazienti che hanno avuto i problemi più grandi sono stati quelli che hanno dovuto rinunciare a tutta una serie di prestazioni perché gli ospedali erano chiusi”, spiega il presidente dell’IMIS, secondo il quale bisogna risolvere questo sbilanciamento, con una fortissima integrazione tra ospedale e territorio, “che non deve essere uno slogan”. In realtà, di integrazione tra ospedale e territorio “se ne parla da una ventina d’anni e la principale difficoltà nell’attuarla era l’impossibilità di scambiarsi le informazioni - osserva Colli Franzone -. Il Fascicolo Sanitario Elettronico avrebbe dovuto risolvere questo problema. Ora sono fiducioso che ci riusciremo, anche perché ci sono dei fondi e tutte le strutture dovranno affrontare questa trasformazione verso il fascicolo 2.0, in modo che ospedale e territorio diventino un’unica entità”.
A fare la differenza saranno le nuove tecnologie. “Se tutto sarà reso virtuale e digitalizzato, anche attraverso la telemedicina, il luogo di erogazione e il luogo di fruizione delle cure si disaccoppieranno”, spiega Colli Franzone, secondo il quale “siamo in un mondo che è abituato ad avere a che fare con la tecnologia e medici e operatori sanitari la utilizzano in regime di assoluta normalità”. In questo percorso di digitalizzazione, poi, “gli operatori sanitari sono sufficientemente predisposti e in contemporanea si sta assistendo a un cambio generazionale della classe medica dal punto di vista anagrafico che va a favore della digitalizzazione”, osserva l’esperto. L’importante, però, “è che le tecnologie siano veramente capaci di soddisfare i bisogni e le aspettative di questi operatori sanitari e dei pazienti. Per questo –sottolinea Colli Franzone - bisogna arrivare a un’informatica sanitaria co-progettata con gli operatori sanitari e con i pazienti”.
Infine, sul PNRR Colli Franzone evidenzia che è un progetto importante “non solo per la quantità di risorse finanziare riservate al digitale, che sono doppie rispetto a quello che viene speso ogni anno in informatica nella sanità italiana, ma anche perché le idee sono sufficientemente chiare, rispetto a come utilizzare le strutture territoriali di integrazione e ai progetti. L’elemento critico – conclude l’esperto - sta nel capire se davvero ce la faremo a mettere in cantiere tutti questi progetti”.
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