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17 Settembre 2026L’ipotesi di accordo sottoscritta da Assofarm e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori e avrà validità fino al 31 dicembre 2029

Aumento salariale di 220 euro mensili a regime al primo livello, indennità professionali per i farmacisti e per chi partecipa alle vaccinazioni, maggiorazioni più elevate per il lavoro domenicale e festivo e nuove tutele per genitorialità e conciliazione. Sono alcune delle misure previste dall’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) delle farmacie comunali, sottoscritta da Assofarm e dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. L’intesa, raggiunta dopo 20 mesi di trattativa e valida fino al 31 dicembre 2029, sarà ora sottoposta al voto delle assemblee dei lavoratori.
Aumenti salariali, una tantum e indennità professionali
Sul piano economico, l’accordo prevede un aumento di 220 euro mensili a regime al primo livello, articolato in quattro tranche a partire da ottobre 2026. La nuova scala parametrale rafforza gli incrementi destinati agli inquadramenti più bassi ed elimina il sesto livello.
È inoltre prevista una somma una tantum di 500 euro al primo livello, che sarà corrisposta in due tranche nel 2027. Per tutelare il potere d’acquisto, il contratto introduce anche un meccanismo di adeguamento salariale nel caso in cui l’inflazione superi le previsioni.
Dal 1° ottobre 2026 ai farmacisti sarà riconosciuta un’indennità professionale di 30 euro mensili, non subordinata allo svolgimento di specifici servizi. A questa si aggiungeranno 20 euro al mese per i farmacisti vaccinatori che partecipano effettivamente alle attività vaccinali. Per questi professionisti, l’aumento complessivo potrà quindi raggiungere 270 euro mensili a regime.
L’accordo istituisce inoltre un percorso permanente di confronto, a livello nazionale e regionale, sulla trasformazione della farmacia, sull’organizzazione del lavoro e sull’evoluzione delle professionalità, della formazione e della sicurezza.
Lavoro festivo, part-time e permessi
Aumentano le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo, che salgono al 40% e raggiungono il 60% oltre le 96 ore annue. Per il part-time viene stabilita una durata minima di 16 ore settimanali.
Dal 1° gennaio 2027 sarà ripristinata l’equiparazione tra neoassunti e lavoratori già in servizio per quanto riguarda i permessi retribuiti: a tutti i dipendenti saranno riconosciute 104 ore annue.
Sul fronte della genitorialità, in caso di maternità è prevista l’integrazione dell’indennità dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) fino al 100% della retribuzione globale, compresi i ratei di tredicesima e quattordicesima. Il contratto introduce anche un’integrazione aggiuntiva del 10% del trattamento Inps per il congedo parentale fruito per più di quattro mesi continuativi. Per i genitori di minori con disabilità, l’integrazione sarà riconosciuta anche quando il congedo parentale viene utilizzato in forma frazionata a ore.
Un nuovo articolo contrattuale definisce inoltre le molestie nei luoghi di lavoro e introduce attività di formazione e sensibilizzazione, un’ora di assemblea aziendale dedicata al tema e, nelle aziende con più di 15 dipendenti, una figura di rappresentanza specializzata.
Sindacati: riconoscimento delle professionalità e nuove tutele
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sottolineano che la trattativa puntava a “recuperare e aumentare il potere d’acquisto, valorizzare le professionalità e migliorare concretamente le condizioni di lavoro”, con particolare attenzione ai dipendenti inquadrati nei livelli più bassi.
Per le tre organizzazioni, l’intesa “sancisce un cambio di passo significativo improntato ad una visione prospettica e condivisa”. Il nuovo impianto, aggiungono, “coniuga aumenti salariali, riconoscimento delle professionalità e nuove tutele, istituendo sedi paritetiche di confronto costante finalizzate a governare l’evoluzione del settore”.
Assofarm: rendere più attrattiva la professione
Secondo Assofarm, il rinnovo non si limita al “consueto rinnovo tecnico per riconoscere l’adeguamento inflazionistico”, ma risponde anche alla “necessità e volontà di adeguamento dell’impianto contrattuale alla valorizzazione della figura professionale del farmacista”, alla luce dell’evoluzione del ruolo della farmacia nel Servizio sanitario. L’intesa persegue inoltre “l’obiettivo di rendere maggiormente attraente la professione del farmacista dipendente della farmacia comunale”, riconoscendo l’ampliamento delle competenze e delle attività sanitarie svolte sul territorio.
Mandelli: ora un’intesa anche per le farmacie private
Per il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, il rinnovo “va nella direzione che la Federazione sostiene da tempo: accompagnare l’evoluzione della professione valorizzando le prestazioni sanitarie erogate dal farmacista”.
Mandelli richiama anche la mozione approvata dal Consiglio nazionale della Fofi sull’opportunità di un inquadramento dei farmacisti nell’ambito sanitario e dell’introduzione di una specifica indennità di funzione sanitaria, coerente con il loro ruolo nella prevenzione, nella promozione della salute e nella presa in carico dei pazienti cronici. “Auspichiamo ora che si possa giungere in tempi rapidi a un’intesa equa e sostenibile anche per un nuovo contratto di lavoro dei farmacisti dipendenti delle farmacie private”, conclude il presidente Fofi.
Per Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Fofi l’accordo “rappresenta un risultato importante, perché afferma un principio che la componente ordinistica sostiene da tempo: all’evoluzione delle competenze e delle responsabilità del farmacista deve corrispondere un adeguato riconoscimento professionale, contrattuale ed economico”.
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