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Invecchiamento

17 Settembre 2026

Invecchiamento, entro il 2060 un anziano ogni 1,3 lavoratori: la sfida della longevità sostenibile

La popolazione in età lavorativa diminuirà del 34%. Una ricerca Luiss Business School-Pfizer indica prevenzione, inclusione e aggiornamento delle competenze come leve per sostenere lavoro e welfare


articolo Pfizer

Entro il 2060 in Italia ci sarà un anziano ogni 1,3 persone in età lavorativa, rispetto a un anziano ogni 2,4 oggi. Nello stesso periodo la popolazione in età lavorativa diminuirà del 34%. Sono i principali dati sulla trasformazione demografica richiamati dalla ricerca "La valorizzazione del lavoro dei senior nelle imprese e l'importanza della prevenzione per un invecchiamento in salute", condotta da Luiss Business School nell'ambito di un progetto realizzato in partnership con Pfizer. Per Matteo Caroli, Associate Dean for Sustainability and Impact della Luiss Business School, "la capacità di mantenere le persone in buona salute più a lungo costituisce una condizione essenziale per sostenere la partecipazione al lavoro, la competitività delle imprese e l'equilibrio del sistema di welfare".

La ricerca pone al centro la "healthy longevity", intesa come possibilità di rimanere attivi più a lungo mantenendo condizioni di salute, benessere e autonomia. Una prospettiva che, secondo lo studio, coinvolge non solo sanità e previdenza, ma anche il mondo del lavoro e le strategie con cui le imprese gestiscono una forza lavoro sempre più anziana. Tra il 1993 e il 2022 l'età media della forza lavoro italiana è infatti aumentata di 6,2 anni, contro una crescita di 3,9 anni dell'età media della popolazione. Dal 2009 l'età media della forza lavoro ha inoltre superato quella della popolazione, arrivando nel 2022 a circa 44 anni, rispetto ai 42 anni della popolazione. Per le imprese, sottolinea la ricerca, l'invecchiamento della forza lavoro richiede strategie di gestione del capitale umano capaci di valorizzare la presenza di generazioni diverse. Tra le direttrici indicate ci sono percorsi professionali più flessibili, aggiornamento delle competenze, modelli organizzativi inclusivi e sistemi incentivanti adeguati alle diverse fasi della vita lavorativa.

"La sfida della longevità sostenibile non riguarda soltanto il sistema sanitario o previdenziale, ma coinvolge direttamente anche il mondo del lavoro", ha commentato Mara De Leonardis, Direttore Legale di Pfizer e responsabile dei temi di diversità, equity e inclusione. Secondo De Leonardis, la collaborazione tra persone di età diverse rappresenta un fattore per la crescita delle organizzazioni e per la costruzione di un futuro più inclusivo e sostenibile. Anche le tecnologie digitali e l'intelligenza artificiale possono avere un ruolo, come strumenti per favorire accessibilità al lavoro, apprendimento continuo e collaborazione tra generazioni. La salute resta però una condizione essenziale per prolungare la partecipazione al lavoro e alla vita sociale. La prevenzione, secondo lo studio, dovrebbe essere promossa lungo tutto l'arco della vita attraverso stili di vita corretti, attività fisica, alimentazione di qualità, sonno e gestione dello stress, oltre al controllo dei principali fattori di rischio e all'adesione a screening e vaccinazioni raccomandate in base all'età e alle condizioni individuali. "L'elevata longevità registrata in Italia e in molti Paesi avanzati rappresenta un'importante conquista sociale. Allo stesso tempo, pone una nuova sfida sistemica: rendere tale longevità economicamente e socialmente sostenibile", evidenzia la ricerca.

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