Endometriosi
14 Settembre 2026Il “Manifesto per il miglioramento del patient journey dell’endometriosi”, presentato al Ministero con l’obiettivo di ridurre i tempi di diagnosi, uniformare l’accesso alle cure e rafforzare la presa in carico

“Sostenere le donne nel riconoscimento del dolore e fornire ai medici maggiore consapevolezza sulla patologia, così da costruire percorsi di cura più appropriati e personalizzati”, lo ha dichiarato Sara Terenzi, Direzione generale delle Emergenze sanitarie, a margine della presentazione del progetto Endovision, confermando il ruolo attivo del Ministero della Salute nel rafforzare diagnosi e presa in carico dell’endometriosi.
Il riferimento è al “Manifesto per il miglioramento del patient journey dell’endometriosi”, presentato al Ministero con l’obiettivo di ridurre i tempi di diagnosi, uniformare l’accesso alle cure e rafforzare la presa in carico. In Italia la patologia interessa circa 3 milioni di donne e continua a registrare ritardi diagnostici che possono superare i 10 anni, con impatto sulla qualità di vita, sulla salute riproduttiva e sul benessere psicologico e sociale.
Il documento, elaborato da un board multidisciplinare, individua alcune direttrici operative: rafforzamento della medicina del territorio, programmi di educazione sanitaria anche nelle scuole e sviluppo di strumenti digitali per orientare le pazienti e migliorare la raccolta dei dati. Centrale anche l’integrazione tra specialisti, con l’obiettivo di superare una gestione limitata al sintomo dolore e garantire una presa in carico più completa.
Sul piano istituzionale, il Ministero ribadisce la collaborazione con società scientifiche e associazioni di pazienti. “Il Ministero della Salute ha sempre mantenuto un atteggiamento di piena collaborazione con le società scientifiche e con le associazioni delle donne affette da endometriosi, per individuare le migliori strategie diagnostiche, terapeutiche e di prevenzione”, ha aggiunto Terenzi.
Dall’incontro è emersa la necessità di rafforzare il coordinamento tra medici di medicina generale, ginecologi territoriali e centri specialistici per garantire continuità assistenziale e ridurre le disuguaglianze tra Regioni. I modelli organizzativi già attivi in alcune realtà sono indicati come riferimento per una possibile estensione a livello nazionale.
Resta centrale anche il contributo delle pazienti, che segnalano ritardi nel riconoscimento della malattia, difficoltà nella vita lavorativa e scolastica e carenze nel supporto psicologico. Il Manifesto Endovision si propone come strumento per tradurre queste criticità in azioni concrete e favorire il passaggio a percorsi strutturati e misurabili.
Il Manifesto è scaricabile qui: https://www.edraspa.it/wp-content/uploads/2025/11/manifesto_Endovision_digitale.pdf
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