Tumori
10 Giugno 2026I tumori causano un ricovero ospedaliero su dieci e costi superiori a 6,5 miliardi di euro l'anno

I tumori causano ogni anno oltre 649.000 ricoveri ospedalieri in Italia, pari a circa un ricovero su dieci, e generano costi superiori a 6,5 miliardi di euro tra assistenza ospedaliera e sociosanitaria. È il quadro delineato oggi a Roma nel corso dell'Oncology Summit 2026, promosso alla Camera dei Deputati su iniziativa del presidente della Commissione Affari sociali Ugo Cappellacci e organizzato da Nomos Centro Studi Parlamentari con il patrocinio di AIOM.
Secondo i dati presentati durante l'incontro, i costi ospedalieri per la cura dei tumori superano i 4 miliardi di euro l'anno, ai quali si aggiungono oltre 2,5 miliardi destinati all'assistenza socio-sanitaria. In Italia vivono attualmente circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi di neoplasia, un numero destinato a crescere con l'invecchiamento della popolazione.
«Il cancro oggi è una delle principali priorità di salute pubblica, in Italia e in Europa, sia per i numeri epidemiologici che per le implicazioni sociali ed economiche che determina», ha affermato Ugo Cappellacci. Il parlamentare ha ricordato che negli ultimi anni Parlamento e Ministero della Salute hanno destinato nuove risorse alla prevenzione oncologica e ha sottolineato la necessità di dare attuazione alle misure previste dal nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031.
Tra i temi emersi durante il confronto figura il rafforzamento dei programmi di screening. Il presidente della Commissione Affari sociali del Senato Francesco Zaffini ha richiamato l'attenzione sul ruolo della TAC a bassa dose per la diagnosi precoce del tumore del polmone e sulla necessità di garantire percorsi omogenei sul territorio nazionale.
Sul tema è intervenuto anche Massimo Di Maio, presidente nazionale di AIOM, che ha evidenziato come il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione recepisca le raccomandazioni europee sullo screening del tumore polmonare attraverso programmi rivolti ai forti fumatori e agli ex forti fumatori. «È un esame che ha dimostrato evidenze chiare sulla riduzione della mortalità per una neoplasia che causa ogni anno in Italia 35.000 decessi», ha affermato.
Di Maio ha inoltre sottolineato la necessità di ampliare e uniformare l'offerta degli screening oncologici già previsti dal Servizio sanitario nazionale, in particolare per il tumore della mammella, e di rafforzare le reti oncologiche regionali. Secondo il presidente AIOM, tra il 2007 e il 2019 i decessi per cancro si sono ridotti del 14% tra gli uomini e del 6% tra le donne, risultati che richiedono un ulteriore consolidamento attraverso il potenziamento dei percorsi assistenziali.
Nel corso dell'evento è stato affrontato anche il tema delle terapie avanzate. I promotori dell'iniziativa hanno evidenziato come il recente Documento di finanza pubblica riconosca queste tecnologie come investimenti e non come semplice spesa corrente, aprendo la strada a modelli di finanziamento collegati ai risultati clinici.
Un focus specifico è stato dedicato al tumore ovarico e al ruolo dei test genetici per identificare le alterazioni dei geni coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA. Secondo i partecipanti all'incontro, tali esami dovrebbero essere accessibili in modo uniforme sul territorio nazionale fin dal momento della diagnosi.
«La prevenzione non è un'opzione: è il più efficace strumento di salute pubblica di cui disponiamo», ha affermato Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute, ricordando che l'ultima legge di bilancio ha destinato ulteriori 238 milioni di euro alle attività di prevenzione, risorse che si aggiungono a quelle già previste dal Fondo sanitario nazionale.
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