Usa
10 Aprile 2026Negli Stati Uniti, il blocco della task force federale che guida le raccomandazioni sanitarie preventive rallenta aggiornamenti su tumori, malattie cardiovascolari e altre condizioni, con effetti sulle coperture assicurative

Negli Stati Uniti, il ridimensionamento della U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF), organismo indipendente di esperti istituito nel 1984 che definisce quali prestazioni preventive devono essere coperte dalle assicurazioni sanitarie, sta ritardando l’aggiornamento delle linee guida su screening e prevenzione. La task force, composta da 16 membri, non si riunisce da oltre un anno; tre riunioni sono state cancellate e cinque componenti non sono stati sostituiti alla scadenza del mandato.
Le raccomandazioni della USPSTF sono centrali nel sistema statunitense: determinano quali test e trattamenti, come screening oncologici o prevenzione dell’infezione da HIV, devono essere coperti senza costi per il paziente nei piani assicurativi. In assenza di aggiornamenti, le compagnie assicurative possono decidere autonomamente se includere o meno le pratiche.
Tra i dossier in sospeso figurano lo screening per il tumore della prostata, i test genetici per mutazioni associate al tumore della mammella e l’uso di farmaci preventivi nelle persone ad alto rischio. Nell’ultimo anno la task force ha pubblicato sette raccomandazioni, contro una media annua di circa 22 e nell’anno in corso non ne sono ancora state emesse. Il rallentamento incide anche sulla copertura delle nuove pratiche preventive. Un esempio riguarda la profilassi dell’HIV: la task force aveva raccomandato nel 2023 farmaci preventivi per i soggetti ad alto rischio, ma non ha ancora aggiornato le indicazioni includendo nuove formulazioni iniettabili a lunga durata. In assenza di indicazioni, i costi per i pazienti dipenderanno dai singoli assicuratori.
Anche altri aggiornamenti restano incompleti, come lo screening del tumore cervicale, mentre nuove indicazioni proposte da società scientifiche – ad esempio l’indicazione ad avviare trattamenti per la riduzione del colesterolo già dai 30 anni, anziché dai 40, negli adulti con rischio cardiovascolare elevato a lungo termine – non producono automaticamente effetti sulle coperture se non recepite dalla task force. Secondo esperti e società scientifiche, la mancanza di un riferimento aggiornato crea incertezza nella pratica clinica e può limitare l’accesso a interventi preventivi per milioni di persone, in un sistema in cui la copertura assicurativa è strettamente legata alle raccomandazioni federali.
Cristoforo Zervos
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
10/04/2026
Accordi tra industria farmaceutica e Stati Uniti: vendite dirette scontate anche attraverso TrumpRx e investimenti negli USA in cambio di esenzioni doganali per tre anni
10/04/2026
La Camera approva il Dl Pnrr con 145 voti favorevoli. Il testo passa al Senato. Tra le misure: medici fino a 72 anni, telemedicina oncologica e nuove scadenze
10/04/2026
L’8 aprile l’Oms Europa presenta HISGOV, banca dati con circa 70 indicatori per valutare sistemi informativi e governance dei dati nei Paesi della Regione
10/04/2026
L’intesa commerciale fra Stati Uniti e UK garantisce accesso senza tariffe doganali al mercato statunitense per i medicinali britannici, ma prevede aumenti di prezzo per i medicinal importatii
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)