Farmaceutica
04 Marzo 2026Il sottosegretario alla Salute interviene all’Investing for Life Health Summit sulle prospettive del sistema sanitario e agli investimenti in innovazione
Non esiste un problema di sforamento della spesa farmaceutica nel Servizio sanitario nazionale. Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato intervenendo il 4 marzo a Roma all’“Investing for Life Health Summit”, evento organizzato da MSD Italia, nel corso delle conclusioni della giornata dedicata alle prospettive del sistema sanitario e agli investimenti in innovazione. «Vorrei lanciare un messaggio di tranquillità», ha dichiarato Gemmato. «Non vi è un tema di sforamento della spesa. È un fatto molto semplice e positivo: la popolazione invecchia e una popolazione che invecchia porta con sé una maggiore incidenza di cronicità e quindi una maggiore spesa nel Servizio sanitario nazionale».
Secondo il sottosegretario, all’aumento della spesa contribuisce anche la disponibilità di terapie innovative sviluppate dalla ricerca farmaceutica. «Oggi abbiamo farmaci innovativi che possono cambiare il quadro fisiopatologico dei pazienti, anche con somministrazioni “one shot”. È evidente che l’innovazione ha un impatto sulla spesa, perché è legata agli investimenti in ricerca e sviluppo». Nel suo intervento Gemmato ha richiamato anche il tema della prevenzione e della sostenibilità del sistema sanitario. «Il gap storico tra prevenzione e cura, che per anni è stato indicato nel rapporto 5 a 95, è stato finalmente affrontato con la legge di bilancio», ha affermato. «Abbiamo destinato quasi mezzo miliardo di euro in più alla prevenzione, perché investire in prevenzione significa incidere nel lungo periodo sulla sostenibilità del sistema».
Un altro punto affrontato riguarda il trasferimento di alcune molecole dalla distribuzione diretta ospedaliera alla distribuzione territoriale in farmacia. Il provvedimento, ha spiegato il sottosegretario, punta a migliorare l’aderenza terapeutica e l’accesso ai farmaci, alleggerendo al tempo stesso le strutture ospedaliere dalle attività logistiche legate alla gestione dei medicinali. «Vogliamo liberare gli ospedali da attività organizzative che non sono strettamente legate alla cura e avvicinare il farmaco al cittadino attraverso la rete delle farmacie pubbliche e private convenzionate», ha spiegato. Il primo passaggio di questo processo ha riguardato le gliflozine. «Il tavolo di monitoraggio della spesa, composto da Aifa, ministero della Salute e Regioni, ha certificato un risparmio di 9,3 milioni di euro nel primo trimestre. In proiezione annua il risparmio potrebbe arrivare a circa 36 milioni».
Tra i temi centrali dell’intervento anche il progetto di un testo unico della legislazione farmaceutica, attualmente in fase di avvio del percorso parlamentare. «Il provvedimento ha già avuto il vaglio della Commissione Bilancio del Senato e ora entra nel percorso previsto per arrivare alla definizione del testo», ha spiegato Gemmato. L’obiettivo è semplificare un quadro normativo stratificato nel tempo. «Oggi il settore è regolato da norme che derivano anche da provvedimenti del 1934 e del 1938, ai quali si sono aggiunte nel tempo circa 700 disposizioni confluite in quasi cento provvedimenti. È un sistema complesso che spesso non garantisce certezza agli operatori».
Il testo unico dovrebbe quindi definire in modo organico diversi aspetti del sistema farmaceutico: dal diritto di accesso al farmaco al ruolo delle farmacie, fino al quadro regolatorio per l’industria e agli strumenti di governo della spesa. In questo contesto il sottosegretario ha richiamato anche il tema del payback farmaceutico, definito «una distorsione tutta italiana». «Il payback nasce come strumento di contenimento della spesa», ha osservato, «ma oggi deve essere rivisto e perimetrato, perché non diventi uno strumento punitivo nei confronti dell’industria farmaceutica». L’obiettivo indicato è arrivare a un equilibrio tra sostenibilità dei bilanci regionali e certezza delle regole per le aziende.
Un ulteriore tema affrontato riguarda la dimensione geopolitica della produzione farmaceutica. «Attualmente importiamo circa l’80% dei principi attivi da India e Cina», ha ricordato Gemmato. «Questo significa che, in caso di tensioni internazionali o problemi nelle catene di approvvigionamento, potremmo trovarci in difficoltà nella produzione di farmaci salvavita». Per questo, secondo il sottosegretario, è necessario rafforzare la produzione nazionale ed europea dei principi attivi, recuperando una tradizione industriale che in Italia era particolarmente forte fino agli anni Ottanta.
Nel suo intervento Gemmato ha infine sottolineato il ruolo strategico dell’industria farmaceutica per il sistema economico e sanitario. L’Italia, ha ricordato, è tra i Paesi europei con la maggiore disponibilità di farmaci orfani rimborsati dal sistema pubblico. «Circa l’85% dei farmaci orfani autorizzati dall’Ema è disponibile nel nostro Paese in fascia A», ha affermato. «Sono numeri importanti che dobbiamo salvaguardare, mantenendo al tempo stesso l’equilibrio tra accesso all’innovazione e sostenibilità della spesa».
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