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Fine vita

04 Giugno 2026

Fine vita, il Senato rinvia il ddl in Commissione. Via libera alla sospensiva con 88 voti

L'Aula ha approvato il ritorno del provvedimento alle Commissioni Giustizia e Sanità. Opposizioni contrarie, la maggioranza punta a un testo condiviso


parlamento emiciclo

Con 88 voti favorevoli, 59 contrari e nessun astenuto, l'Aula del Senato ha approvato il rinvio in Commissione del disegno di legge sul fine vita. La richiesta di sospensiva è stata accolta durante l'esame del provvedimento a prima firma del senatore Alfredo Bazoli, sostenuto dalle opposizioni.

La decisione riporta il testo all'esame delle Commissioni Giustizia e Sanità, dove è già in discussione il disegno di legge di maggioranza a prima firma dei senatori Pierantonio Zanettin e Ignazio Zullo.

Secondo la maggioranza, il ritorno in Commissione consentirà di proseguire il lavoro di approfondimento e di arrivare a una proposta maggiormente condivisa. "Tornare in commissione credo sia una cosa giusta e utile", ha dichiarato il senatore Ignazio Zullo. La presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi ha sostenuto che la richiesta di rinvio "non è una strategia dilatoria" e ha indicato come obiettivo il ritorno del provvedimento in Aula prima dell'estate.

Tra le proposte di modifica sulle quali Forza Italia sta lavorando figurano il rafforzamento del ruolo del medico di medicina generale nel percorso, l'istituzione di un centro nazionale di coordinamento per i comitati etici territoriali e la previsione dell'obiezione di coscienza.

Le opposizioni hanno invece contestato duramente la decisione. Il primo firmatario del ddl, Alfredo Bazoli, ha affermato che il rinvio rappresenta "il seppellimento del provvedimento". Critiche sono arrivate anche da Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno accusato la maggioranza di voler rinviare ulteriormente una decisione sul tema.

Anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è intervenuta sulla vicenda, definendo il rinvio "gravissimo e vergognoso" e sostenendo che la decisione dimostrerebbe la mancanza di volontà della maggioranza di approvare una legge sul fine vita.

Nel corso dei lavori parlamentari sono proseguite anche le audizioni tecniche. Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, ha dichiarato che attualmente non esistono nell'Unione europea dispositivi medici con marchio CE specificamente destinati all'autosomministrazione di farmaci nell'ambito della morte volontaria medicalmente assistita. Una posizione analoga è stata espressa in una memoria scritta dal presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Andrea Lenzi, secondo il quale non risultano disponibili dispositivi autorizzati per tale finalità né progetti di sviluppo attualmente in corso.
 

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