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03 Giugno 2026

Ebola, scattano le misure italiane. Cinque livelli di rischio e Fiumicino hub sanitario

Ordinanza e circolare del Ministero della Salute introducono obblighi di dichiarazione, sorveglianza sanitaria e rete nazionale dei centri di riferimento per chi arriva da Congo e Uganda


Ebola virus virion

Scattano in Italia le misure di sorveglianza sanitaria per i viaggiatori in arrivo dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda, i due Paesi interessati dall'epidemia di Ebola da virus Bundibugyo. L'ordinanza firmata dal ministro della Salute Orazio Schillaci e la relativa circolare applicativa introducono obblighi di dichiarazione, cinque livelli di rischio e una rete nazionale di centri di riferimento per le malattie infettive.

Chiunque arrivi in Italia dai due Paesi, direttamente o indirettamente e con qualsiasi mezzo, dovrà dichiarare entro 24 ore di aver soggiornato nelle aree interessate nei 21 giorni precedenti, corrispondenti al periodo massimo di incubazione del virus.

Secondo il Ministero della Salute, il rischio di infezione in Italia resta basso e le misure sono adottate in applicazione del principio di massima precauzione.

La circolare individua cinque livelli di rischio sulla base dell'eventuale esposizione al virus e della presenza o assenza di sintomi. Le categorie vanno da rischio molto basso a rischio molto alto.

Per gli asintomatici che non sono stati in aree di attenzione e non riferiscono esposizioni a rischio è previsto il monitoraggio da parte delle Asl. Per chi riferisce esposizioni non ad alto rischio scattano automonitoraggio quotidiano, misurazione della temperatura corporea e almeno una verifica del Dipartimento di prevenzione.

I soggetti classificati a rischio moderato, pur in assenza di sintomi, saranno sottoposti a sorveglianza attiva, controlli quotidiani del Dipartimento di prevenzione e obbligo di comunicare eventuali spostamenti fuori dalla Regione di permanenza.

Per le categorie a rischio più elevato sono previste misure più restrittive. Gli asintomatici provenienti da aree di attenzione che riferiscono esposizioni non ad alto rischio saranno sottoposti a quarantena, mentre per coloro che hanno avuto esposizioni ad alto rischio è previsto il trasferimento in biocontenimento.

L'aeroporto di Roma Fiumicino viene individuato come hub sanitario nazionale per l'eventuale gestione dei voli con passeggeri a rischio. Le Regioni dovranno inoltre indicare al Ministero della Salute i propri centri di riferimento per le malattie infettive. Il centro di riferimento nazionale resta l'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Secondo i dati riportati dall'ANSA, l'epidemia nei due Paesi africani ha registrato almeno 1.077 casi sospetti e 246 decessi. Parallelamente, l'Unione europea sta valutando possibili iniziative coordinate e un confronto tra i ministri della Salute dei Paesi membri.

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