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06 Maggio 2025

Trump accelera su produzione farmaceutica nazionale e limita fondi per virus modificati

Due ordini esecutivi firmati da Donald Trump negli ultimi giorni delineano con chiarezza una nuova traiettoria per la politica sanitaria americana


republican presidential trump

Due ordini esecutivi firmati da Donald Trump negli ultimi giorni delineano con chiarezza una nuova traiettoria per la politica sanitaria americana: da un lato, il potenziamento della produzione farmaceutica interna, dall’altro, una stretta decisa sulle controverse ricerche “gain-of-function” condotte su agenti patogeni. Nel primo dei due provvedimenti, il presidente annuncia la semplificazione delle procedure per costruire nuovi impianti farmaceutici negli Stati Uniti. "Riporteremo a casa le nostre catene di approvvigionamento medico", ha dichiarato Trump, sottolineando come la pandemia abbia messo a nudo la fragilità di una filiera globalizzata, dominata da fornitori esteri, in particolare cinesi.

L’ordine dà mandato alla Food and Drug Administration (FDA) e ad altre agenzie federali di abbattere le barriere regolatorie, snellire i processi autorizzativi e accelerare le approvazioni per la produzione di farmaci, principi attivi e materie prime. "Costruire nuovi impianti può richiedere fino a dieci anni: un tempo inaccettabile", recita il documento presidenziale. Parallelamente, la FDA sarà chiamata a intensificare le ispezioni degli impianti produttivi stranieri che esportano verso gli Stati Uniti, con un incremento delle tariffe ispettive e la pubblicazione annuale dei controlli suddivisi per paese e produttore. L’atto anticipa l’introduzione, annunciata dallo stesso Trump, di nuovi dazi sui farmaci importati, attesi entro due settimane, una mossa già innescata da un’indagine del Dipartimento del Commercio avviata ad aprile. Se da un lato la strategia promette un rafforzamento della resilienza della supply chain americana, dall’altro solleva interrogativi sull’aumento dei costi per pazienti e assicurazioni, con potenziali effetti negativi sull’accessibilità ai farmaci.

Il secondo ordine esecutivo firmato da Trump colpisce un ambito di ricerca biomedica altamente sensibile: il cosiddetto gain-of-function, ovvero lo studio di virus potenziati in laboratorio per anticiparne le possibili evoluzioni naturali e sviluppare contromisure. "È tempo di fermare ricerche pericolose che mettono a rischio la sicurezza degli americani", recita la scheda ufficiale del provvedimento. Il documento sospende i finanziamenti federali per queste attività negli Stati Uniti, in attesa dell’elaborazione di un nuovo quadro normativo “più sicuro e trasparente”, e blocca completamente i fondi destinati a laboratori in “paesi preoccupanti” come Cina e Iran. Il provvedimento riflette la linea di pensiero già espressa più volte da Trump, secondo cui la pandemia da Covid-19 sarebbe stata causata da una fuga accidentale dal laboratorio di Wuhan. Le agenzie federali avranno ora potere di revocare finanziamenti a qualunque ricerca biologica considerata potenzialmente pericolosa per la salute pubblica o la sicurezza nazionale. L’obiettivo di Trump è chiaro: rendere l’America autosufficiente nella produzione medica e ridurre i rischi di “minacce biologiche” legate alla scienza sperimentale, soprattutto se condotta all’estero.

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