Papa Francesco
22 Aprile 2025La scomparsa di Papa Francesco ha scosso profondamente anche il mondo della sanità italiana, che oggi si stringe nel ricordo di un Pontefice capace di parlare alle coscienze, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità

La scomparsa di Papa Francesco ha scosso profondamente anche il mondo della sanità italiana, che oggi si stringe nel ricordo di un Pontefice capace di parlare alle coscienze, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità. A esprimere il proprio dolore sono stati il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il sottosegretario Marcello Gemmato, testimoni anche personali della vicinanza del Santo Padre al mondo della cura.
“La morte di Papa Francesco mi addolora e lascia in tutti noi una profonda tristezza – ha dichiarato Schillaci –. Francesco è stato una guida spirituale carismatica, strenuo sostenitore della pace, sempre vicino agli ultimi, ai più fragili e agli ammalati. Le sue parole, la sua forza e la sua grande umanità resteranno per sempre nei nostri cuori”.
Toccante anche il ricordo di Gemmato, che ha voluto sottolineare la presenza recente del Pontefice durante la messa per il Giubileo degli ammalati e del mondo della sanità: “Resterà per sempre vivido in me il ricordo della sua presenza a San Pietro, appena due settimane fa. Anche nella malattia e nella fragilità, non ha mai fatto mancare la sua vicinanza. Piangiamo la perdita di un Uomo buono, ma porteremo nel cuore la sua benedizione e il suo esempio nella ricerca del bene comune”.
Parole di grande commozione sono arrivate anche da Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (la Federazione nazionale degli Ordini dei medici): “Una perdita enorme. Il mondo malato perde il suo medico. Papa Francesco ha interpretato la Chiesa come un ospedale da campo, capace di curare le ferite dell’umanità”. La Fnomceo ricorda la sua vicinanza durante la pandemia, quando, in una Piazza San Pietro deserta, pregò da solo per l’umanità intera.
“Perdiamo un amico vero e sempre presente”, ha scritto il presidente dell’ospedale Bambino Gesù, Tiziano Onesti. Dal 2013, Papa Francesco aveva stabilito un rapporto speciale con l’ospedale pediatrico romano, che visitò più volte e al quale dedicò parole piene d’affetto e di guida: “Chi si prende cura dei più piccoli sta dalla parte di Dio”.
Anche la Federazione Fiaso, con il presidente Giovanni Migliore, ha ricordato la voce “forte e mite” del Papa: “Ci ha costantemente richiamato alla cura degli ultimi e alla dignità umana, con una spiritualità che coincide con i valori fondanti del nostro Servizio sanitario nazionale”.
La Federazione Fadoi, che rappresenta i dirigenti ospedalieri internisti, ha sottolineato la continua attenzione di Francesco per la dignità del paziente e per il valore della sanità pubblica. “Ha chiamato i medici ‘strumenti di misericordia’. Il suo esempio resterà guida in corsia, dove la cura è prima di tutto gesto umano”, ha detto il presidente Francesco Dentali.
Un rapporto speciale, profondo e personale legava Papa Francesco anche agli infermieri. La Fnopi ha ricordato che il Papa li definiva “insostituibili” e spesso raccontava di come furono proprio gli infermieri a salvargli la vita. “Il vostro è un lavoro usurante e fondamentale. Non perdete la freschezza e la serenità che vi sono necessarie”, aveva detto in più occasioni.
Il sindacato degli infermieri Nursind ha voluto salutare il Pontefice ricordandone “la testimonianza del diritto alla salute e il valore della cura come bussola etica e professionale”.
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