Usa
08 Aprile 2025Peter Marks, in un’intervista all’Associated Press, accusa l’amministrazione Kennedy di averlo costretto a dimettersi per aver cercato di proteggere l’integrità dei dati sulla sicurezza vaccinale

Peter Marks, uno dei massimi esperti di vaccini negli Stati Uniti ed ex direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della FDA, accusa l’amministrazione Kennedy di averlo costretto a dimettersi per aver cercato di proteggere l’integrità dei dati sulla sicurezza vaccinale. In un’intervista all’Associated Press, Marks ha raccontato di aver negato al team del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. l’accesso completo al database VAERS, il sistema di segnalazione degli eventi avversi da vaccino, temendo manipolazioni o cancellazioni. “Perché non lo abbiamo fatto? Perché, francamente, non ci fidiamo di loro”, ha detto Marks. “Riscriverebbero tutto o cancellerebbero l’intero database”.
Secondo Marks, le pressioni sono iniziate a marzo, quando i collaboratori di Kennedy hanno chiesto di accedere a dati su presunti casi di encefalite e morti da vaccino MPR, informazioni che secondo l’ex dirigente “non esistono perché non ci sono stati casi confermati negli Stati Uniti”. L’allarme è stato lanciato proprio nei giorni in cui il Texas ha registrato la seconda morte per morbillo dell’anno in un bambino non vaccinato. “Sono morti inutili e insensate”, ha detto Marks. “Questi bambini dovrebbero essere vaccinati. È così che si evitano i morti per morbillo”.
Kennedy ha ribadito più volte di non essere “anti-vax” e ha invitato pubblicamente alla vaccinazione contro il morbillo. Ma, in occasione delle dimissioni di Marks, il nuovo corso dell’HHS ha congelato progetti di ricerca sui vaccini, cancellato incontri con i comitati scientifici e riaperto il dibattito sul legame tra vaccini e autismo, nonostante la comunità scientifica lo abbia smentito da anni.
Marks racconta di aver tentato di collaborare, proponendo un “piano d’azione per la trasparenza vaccinale” e un profondo restyling del sistema VAERS. L’obiettivo era chiarire pubblicamente come vengono trattate le segnalazioni, anche quelle gravi, che spesso si rivelano scollegate dalla vaccinazione. “È una cosa legittima su cui ero disposto a compromessi. Dobbiamo rendere VAERS più trasparente per far capire che dietro le quinte il lavoro si fa davvero”, ha detto.
Il piano prevedeva una consultazione pubblica e un report indipendente del National Academies of Sciences, ma secondo Marks non ha mai ricevuto risposta dal commissario FDA ad interim Sara Brenner. Intanto, nel silenzio istituzionale, continuavano le richieste di accesso completo al database da parte dello staff politico. “Include dati sensibili, personali, clinici e aziendali”, ha sottolineato l’ex direttore.
Marks sostiene di non aver mai parlato direttamente con Kennedy, che descrive come “isolato” dai vertici FDA. Ma la sua fine era segnata. Convocato a Washington, ha ricevuto un messaggio chiaro da due alti funzionari HHS: “Lui ti vuole fuori”. Quel giorno stesso ha rassegnato le dimissioni, denunciando “disinformazione e bugie” promosse dall’attuale leadership. L’HHS ha replicato accusando Marks di essere stato “un timbro per l’industria farmaceutica” e difendendo la nomina di “scienziati impegnati a combattere la crisi delle malattie croniche”.
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