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03 Marzo 2025

Hiv, Oms: i tagli ai fondi internazionali mettono a rischio i servizi essenziali

I progressi nella prevenzione e nel trattamento dell’Hiv, dell’epatite virale e delle infezioni sessualmente trasmesse sono a rischio a causa della riduzione dei finanziamenti internazionali. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità 


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I progressi nella prevenzione e nel trattamento dell’Hiv, dell’epatite virale e delle infezioni sessualmente trasmesse (Ist) sono a rischio a causa della riduzione dei finanziamenti internazionali. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms): le interruzioni nei servizi essenziali potrebbero compromettere i risultati ottenuti negli ultimi vent’anni, esponendo milioni di persone a nuove infezioni e complicazioni sanitarie.

Secondo le prime segnalazioni ricevute dall’Oms, la chiusura di centri sanitari finanziati in precedenza con fondi statunitensi ha già portato a carenze di personale e interruzioni nella catena di approvvigionamento, limitando l’accesso ai trattamenti. A essere colpite sono soprattutto le popolazioni più vulnerabili, come uomini che hanno rapporti con uomini, sex worker, persone che fanno uso di droghe iniettabili, detenuti e individui transgender. La riduzione delle risorse amplifica anche stigma e discriminazione, ostacolando ulteriormente l’accesso alle cure.

L’Oms sottolinea che garantire la continuità dei servizi è essenziale per mantenere i risultati ottenuti nella lotta all’Hiv. Raccomanda che tutti i pazienti sieropositivi ricevano immediatamente la terapia antiretrovirale e che l’accesso ai trattamenti non venga interrotto, soprattutto per le categorie più a rischio. Le strategie devono inoltre includere un approccio centrato sulla persona e ambienti sanitari privi di discriminazioni, per favorire l’adesione alle cure.

Per evitare un’inversione di tendenza, l’Oms ribadisce l’importanza di investimenti sostenibili e di un’integrazione efficace dei servizi sanitari. La lotta all’Hiv deve essere parte di un sistema sanitario più ampio, che comprenda la prevenzione della tubercolosi, delle epatiti virali e delle malattie sessualmente trasmissibili, all’interno di un’assistenza primaria rafforzata. L’Oms continuerà a lavorare con i governi nazionali e i partner per adattarsi alla riduzione dei finanziamenti internazionali e garantire la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione.

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