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12 Febbraio 2025Entro il 2026 saranno introdotti oltre 3mila nuovi macchinari ad alto contenuto tecnologico a supporto del Servizio Sanitario Nazionale. Lo annuncia il ministro della Salute, Orazio Schillaci. L'obiettivo del piano è garantire una maggiore efficienza diagnostica

Entro il 2026 saranno introdotti oltre 3mila nuovi macchinari ad alto contenuto tecnologico a supporto del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Lo ha annunciato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante il convegno “Sostenibilità in Radiologia: ricerca, innovazione e responsabilità”, promosso dalla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM) presso la Camera di Commercio di Roma. Ad oggi, il 78% delle apparecchiature acquistate con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è già collaudato e operativo, offrendo già un servizio diretto ai cittadini. L'obiettivo del piano è garantire una maggiore efficienza diagnostica, una migliore sostenibilità energetica e una distribuzione equa delle risorse tecnologiche su tutto il territorio nazionale.
Secondo i dati presentati, il 34% delle grandi apparecchiature sanitarie presenti negli ospedali italiani ha meno di cinque anni, il 29% ha un'età compresa tra i cinque e i dieci anni, mentre il restante 37% ha più di dieci anni. “Per garantire la qualità dei servizi è indispensabile assicurare un adeguato livello tecnologico delle apparecchiature sanitarie, il loro appropriato utilizzo e la loro idonea distribuzione sul territorio”, ha dichiarato il ministro Schillaci. Grazie all’investimento del PNRR, gli ospedali italiani potranno beneficiare di impianti più performanti e avanzati anche dal punto di vista energetico. Questo consentirà non solo diagnosi più accurate, ma anche una significativa riduzione dei rischi legati all’esposizione alle radiazioni. Ogni anno in Italia vengono eseguite circa 70 milioni di procedure di imaging, rendendo la radiologia una componente centrale della medicina moderna. “Il medico radiologo è protagonista nella maggior parte dei processi diagnostici e terapeutici, oltre che nella prevenzione secondaria dei tumori”, ha sottolineato Schillaci.
Oltre al rinnovamento tecnologico, il ministro ha evidenziato il ruolo fondamentale della telemedicina, definendola una soluzione capace di avvicinare la sanità ai cittadini, riducendo il consumo di energie e risorse ed evitando spostamenti, soprattutto per i pazienti cronici. Schillaci ha poi sottolineato che l’innovazione rappresenta una leva strategica per una sanità sostenibile. Tuttavia, ha avvertito che “la tecnologia può rappresentare un reale salto di qualità solo se accessibile a tutti, rispettando i principi di equità e universalità su cui si fonda il nostro SSN”.
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