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10 Settembre 2024Reintrodurre le vaccinazioni nelle scuole potrebbe agevolarne l’adesione. È una delle conclusioni a cui si è giunti nel corso della presentazione della monografia di Francesco Saverio Mennini dal titolo “Il valore sanitario, economico e sociale della vaccinazione universale contro l'HPV in Italia”
Reintrodurre le vaccinazioni nelle scuole potrebbe agevolarne l’adesione. È una delle conclusioni a cui si è giunti nel corso della presentazione della monografia di Francesco Saverio Mennini, Capo dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del SSN del Ministero della Salute, dal titolo “Il valore sanitario, economico e sociale della vaccinazione universale contro l'HPV in Italia”, edito Edra e presentato al ministero della Salute. L’idea è stata lanciata da Giampiero Favato, Director of the Institute of Leadership and Management in Health at Kingston University, che si è soffermato sulle differenze delle modalità e delle adesioni alle vaccinazioni tra Inghilterra e Italia. Proposta accolta subito positivamente dal capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie Maria Rosaria Campitiello. “È un'ottima idea per avvicinare i ragazzi e per informare sui vaccini”, ha dichiarato ai microfoni di Sanità33.
“La consapevolezza della approccio alla vaccinazione è il primo goal da raggiungere con i cittadini. È essenziale, inoltre, affiancare istituzionalmente gli operatori sanitari nelle campagne di comunicazione vaccinale, affinché ci sia un corretto approccio alla prevenzione e alla sanità pubblica in genere”, ha spiegato Campitiello. La somministrazione nelle scuole “semplifica moltissimo l’accesso dei bambini alla vaccinazione. La differenza dei punti di percentuale di adesione ai vaccini tra Italia e Inghilterra potrebbe essere coperta semplicemente avviando questa operazione. La scuola è da considerarsi uno degli ambienti organizzati di vita più favorevoli per fare prevenzione nell’età evolutiva”, sostiene Favato. Ecco perché “meno step da fare ci sono, più è probabile che aumenti l’adesione”, conclude l’esperto.
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