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05 Giugno 2024

Liste attesa, luci e ombre nel decreto. I commenti di Cittadinanzattiva, Fiaso e Aiop

''Il decreto sulle liste di attesa appena presentato in Consiglio dei ministri, e che ci riserviamo di leggere con attenzione, riconosce di fatto il carattere di urgenza della questione, anche se lo spacchettamento delle misure in due provvedimenti rischia di indebolire la portata e la cornice generale di azione". Lo afferma Anna Lisa Mandorino


Liste attesa, luci e ombre nel decreto. I commenti di Cittadinanzattiva, Fiaso e Aiop

''Il decreto sulle liste di attesa appena presentato in Consiglio dei ministri, e che ci riserviamo di leggere con attenzione, riconosce di fatto il carattere di urgenza della questione, anche se lo spacchettamento delle misure in due provvedimenti un Decreto e un disegno di legge, con tempi e modalità di approvazione differenti rischia di indebolire la portata e la cornice generale di azione". Lo afferma Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, commentando il provvedimento approvato in Cdm.
"Ci auguriamo ci sia una prima svolta per i cittadini. Due gli elementi particolarmente qualificanti, dal nostro punto di vista: la previsione di integrare finalmente le agende delle strutture pubbliche e private convenzionate nei Recup regionali, richiesta avanzata da anni dalla nostra organizzazione, Recup che possono diventare uno strumento fondamentale di governo delle liste di attesa e di gestione e controllo della domanda ed offerta di prestazioni sanitarie; e il previsto superamento dal 2025 del tetto di spesa per il personale sanitario, sul quale tante voci, compresa la nostra, si sono alzate in questi anni. Ottimo, inoltre sottolinea che per decreto si ribadisca che le agende non possono essere chiuse e che le prestazioni in intramoenia non possono superare quelle pubbliche".
"Due i nodi critici o ancora non ben definiti. Quello della modalità con cui i cittadini potranno far ricorso al privato accreditato o all'intramoenia, dietro pagamento del solo ticket, quando vengono superati i tempi di attesa previsti in relazione al codice di urgenza: su questo ci auguriamo ci sia chiarezza nel testo perché ad oggi è un diritto sancito solo sulla carta (già previsto dalla legge 124 del 1998). Altro elemento di incertezza è quello del rispetto dei cosiddetti ambiti territoriali, ossia della possibilità per i cittadini di ottenere visite ed esami vicino alla propria residenza, senza doversi allontanare di chilometri dalla propria abitazione. Sul tema delle risorse, ci preme sottolineare conclude che nessuna riforma sostanziale può funzionare senza investimenti adeguati. La nostra proposta è che questi investimenti siano posti a carico del fondo sanitario con vincolo di utilizzo, che impegni, cioè, le Regioni a rendicontarne l'effettivo utilizzo per l'abbattimento delle liste di attesa''.
Nel decreto luci e ombre anche per Fiaso, la Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere che esprime apprezzamento per l'eliminazione del tetto di spesa, ma sottolinea come la sospensione dei direttori generali non risolve il problema, e da questo punto di vista il testo sia da rivedere. "Come Fiaso abbiamo a più riprese chiesto l'abolizione dei tetti sulle assunzioni del personale e la possibilità di valorizzare meglio i professionisti, il decreto del Governo va finalmente in questa direzione dice il presidente Giovanni Migliore con l'innalzamento della spesa per reclutare nuovi medici e operatori e una fiscalità agevolata per i nostri professionisti che si rendono disponibili a effettuare prestazioni aggiuntive per il servizio sanitario nazionale". "Ci riserviamo di leggere l'esatta formulazione dei testi di legge per esprimere un giudizio complessivo. Tuttavia, riteniamo sia da rivedere la parte relativa alle ricadute sulle direzioni generali di eventuali mancanze che derivano dal non corretto funzionamento del piano aggiunge I nostri contratti prevedono già delle valutazioni sulla base dei risultati raggiunti, siamo disponibili a riorganizzare l'erogazione delle prestazioni nelle nostre aziende ma non possiamo essere chiamati a rispondere per eventuali mancanze di risorse o professionisti. Se la soluzione per le liste d'attesa fosse quella di sostituire 200 direttori generali, lo si faccia. Ma forse non risolverà il problema", conclude il presidente Fiaso.
Infine, Barbara Cittadini, presidente nazionale dell'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), in una nota chiede di non fare passi indietro.
"La legge di Bilancio 2024 ha rideterminato il tetto di spesa per l'acquisto di prestazioni sanitarie dalle strutture di diritto privato, rispondendo, innanzitutto, alla reale esigenza di salute dei cittadini. Oggi, però, e con riferimento all'anno in corso, quella misura rischia di essere vanificata o fortemente compromessa" dichiara Cittadini.
"L'indicazione contenuta nell'ultima bozza dello schema del Dl liste d'attesa osserva Cittadini è quella di destinare prioritariamente le risorse incrementali riferite al 2024 alle strutture accreditate dotate di pronto soccorso e afferenti alle reti tempo-dipendenti, per prestazioni con codice di priorità rosso o arancio. Prestazioni che, come è giusto e normale che sia, già ricevono una risposta puntuale dal nostro Ssn e che dovrebbero essere escluse dal tetto, poiché non può esserci limite di spesa quando si parla di salvare delle vite. In questo modo, invece, queste prestazioni restano ingiustamente soggette al vincolo di spending review e vengono, altresì, penalizzate ingiustificatamente il 90% delle strutture di diritto privato che, pur non essendo dotate di pronto soccorso, rispondono in maniera efficace, efficiente e tempestiva alla domanda di salute della popolazione".

TAG: LISTE ATTESA

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