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29 Novembre 2023

Ministero della Salute, Vaia: serve più forza. Da anni commissariato dal Mef

Dal Pnrr alle polmoniti in Cina, dalla scarsa adesione ai vaccini Covid al nuovo piano pandemico: ecco l’intervista a Francesco Vaia


Ministero della Salute, Vaia: serve più forza. Da anni commissariato dal Mef

"Il ministro Schillaci si è battuto come un leone perché avessimo, in un contesto di scarsa disponibilità economica, delle disponibilità in più. Ma bisogna ammettere che il ministero della Salute è da anni un ministero commissariato dal Mef. Faccio un appello a Meloni: dia più forza a questo ministero. Il Pnrr è stato un po' avido e ci ha tolto qualcosa'". Dal Pnrr alle polmoniti in Cina, dalla scarsa adesione ai vaccini Covid al nuovo piano pandemico, il direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute Francesco Vaia ha fatto il punto sulla situazione sanitaria in Italia, a margine dell'evento 'InnovaCtion. Ricerca, innovazione e cambiamento per la salute del futuro'. Nei prossimi giorni potrebbe essere disponibile il piano pandemico per il prossimo triennio. Il precedente - quello per il triennio 2021-2023 - era stato approvato a gennaio 2021. "Il nuovo piano pandemico è alle battute finali. È quasi pronto per essere inviato al ministro e poi verrà inviato alla conferenza Stato-Regioni", ha detto Vaia.

Il dg rassicura circa l'aumento dei casi di polmonite in Cina, "in un mondo globalizzato in cui quello che succede dall'altra parte del mondo ci deve riguardare è giusto che vi poniamo attenzione. Ma l'Oms ha detto a tutti gli Stati membri che non c'è al momento nessun motivo per mettere in campo azioni di emergenza. Quindi, noi stiamo monitorando ma, allo stato, non è un fenomeno che ci preoccupa". Per Vaia, bisogna smettere di pensare “alla vaccinazione come ad un obbligo, bisogna cominciare a pensarla come ad un atto che ci fa stare bene". "Abbiamo questa espressione: Calendario vaccinale. Credo che dovremmo sostituirla con Calendario della salute, perché la vaccinazione è uno dei molti atti, dei molti stili di vita, che facciamo per la nostra salute", ha aggiunto Vaia.  "Dovremmo segnarci questi appuntamenti importanti sul calendario. Cominciamo con l'allattamento al seno, che qualcuno fa per noi, ed è il primo atto per prendersi cura di sè. Poi le vaccinazioni per l'infanzia. L'appuntamento successivo è quello intorno ai 10-11 anni, con il vaccino contro il virus Hpv", ha proseguito Vaia. "Si tratta di un appuntamento importante ma sottovalutato. Le coperture sono solo del 33%, quando l'obiettivo è del 95%. Ricordiamoci che è importante anche per i maschi, dato che questo virus causa tumori del pene, dell'ano, dell'orofaringe", ha specificato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute.  "Infine, andando avanti fino all'età più avanzata, non bisogna dimenticare gli altri vaccini, dall'influenza al Covid all'Herpes Zoster", ha aggiunto.

Per quanto concerne l'andamento dei contagi da SarsCov2 in Italia, resta sotto controllo: "Dobbiamo stare attenti, ma non ci dobbiamo preoccupare. La scorsa settimana c'è stato un aumento del tasso di ospedalizzazione passato da 6,7% a 7,6% per il regime ordinario e dall'1,4% all'1,5% in terapia intensiva. Dati non allarmanti e in qualche modo attesi", precisa il direttore della prevenzione del ministero della Salute.  Intanto, cresce la disponibilità di vaccini, anche se la campagna vaccinale non ha ancora lo sprint sperato, e nei prossimi giorni sono attesi 2,9 milioni di dosi del prodotto Novavax: "Il 30 novembre ci saranno consegnati 1,5 milioni di dosi e una seconda consegna, di 1,4 milioni di dosi, è prevista il 4 dicembre. Oggi manderò una circolare alle Regioni per dire che c'è questa disponibilità", dice ancora Vaia. "Il vaccino Novavax è importante perché è un vaccino su base proteica e può essere un'ulteriore opportunità per il cittadino", ha aggiunto Vaia. Anche se "gli italiani, come i cittadini di tutto il mondo, dopo tre anni e mezzo di stress ora stanno probabilmente accusando un po' di stanchezza vaccinale". Dopo la pandemia Covid, "dobbiamo parlare di 'prevenzione 2.0', la sola vera attrice del cambiamento in Italia. Un'inversione del paradigma che, per la verità, i cittadini si aspettano in ogni settore della società. Nel nostro campo significa mettere in concreto un'azione che è stata una lezione della pandemia: il vaccino contro gli oscurantismi. È stato lo strumento tecnologicamente più avanzato che ci ha fatto uscire dall’emergenza pandemia. 'Prevenzione 2.0' significa partire da queste fondamenta per dare anche un contributo notevole alla sostenibilità del sistema sanitario. E la sostenibilità del sistema significa anche applicare alcune regole: la prima è che il vaccino possa rientrare a pieno titolo negli stili di vita salutari o corretti, farlo si stima possa limitare la domanda di salute del 60%. Ridurre questa domanda vuole dire tagliare le giornate di degenza. E se riuscissimo a ridurre di 1,3 mln le giornate di degenza in Italia questo significherebbe risparmiare 2-3 miliardi".

Infine, Vaia parla del rapporto pubblico privato. "Come sistema sanitario pubblico non ce la faremo a fare da soli. C'è bisogno della sinergia tra pubblico e privato, in trasparenza, ciascuno rimanendo nei propri ruoli. È il servizio a essere pubblico, non l'attore. Se guardiamo dal punto di vista del cittadino, il discrimine vero è che ci sia alta qualità", spiega.  Vaia ha inoltre invitato a superare "la questione dell'intramoenia. La gente percepisce questa cosa come un'estorsione. Serve una nuova regolamentazione".



TAG: INTERVISTA, MINISTERO SALUTE

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