sanità
04 Ottobre 2022 Arriva l’atto di indirizzo che regola la partecipazione delle organizzazioni di pazienti e di cittadini alle politiche promosse dal ministero della Salute. Frutto del Patto Salute 2019/2021, e continuato con un tavolo ad hoc, il documento definisce ruolo, modalità e forme di dialogo con il Ministero da parte delle rappresentanze della società civile
Arriva al traguardo l’atto di indirizzo che regola la partecipazione delle organizzazioni di pazienti e di cittadini alle politiche promosse dal ministero della Salute. Frutto di un lavoro iniziato con il Patto Salute 2019/2021, e continuato con un tavolo ad hoc, il documento definisce ruolo, modalità e forme di dialogo con il Ministero da parte delle rappresentanze della società civile. L’obiettivo è creare un contatto permanente tra queste organizzazioni e le istituzioni e perfezionare l’inclusività delle politiche di governo. Ognuna secondo le proprie esperienze, competenze e capacità d’impatto, le associazioni saranno chiamate a partecipare a consultazioni su specifici programmi o provvedimenti, e a definire l’agenda ministeriale, oltre che a co-progettare interventi d’impatto sulla popolazione o su categorie di pazienti. Saranno anche chiamate a partecipare alla generazione di evidenze, presentando proprie testimonianze, e a monitorare le politiche ministeriali potendo arrivare al riesame di specifici provvedimenti, procedura nella quale potranno portare documentazione a supporto. Il Ministero emanerà provvedimenti in cui definirà le regole di coinvolgimento, il tipo di ingaggio chiesto all’ente (ad esempio, parere obbligatorio o risposta). Il Ministero comunicherà inoltre in modo esteso e trasparente modalità ed esiti delle azioni di partecipazione.
Inseriti in un nuovo, apposito elenco, i rappresentanti di enti di riferimento per aree patologiche, organizzazioni di cittadini e reti di utenti dei servizi sanitari saranno chiamati a tavoli, osservatori o gruppi di lavoro a seconda del tema trattato. Per l’ingresso nell’elenco, che sarà pubblico e aggiornato periodicamente, ciascun ente dovrà compilare una scheda predisposta dal Ministero completa di atto costitutivo, statuto, attività realizzate; gli enti in questione dovranno essere altresì iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore od altro albo riconosciuto e dovranno accompagnare la loro istanza con una dichiarazione di trasparenza sui possibili conflitti d’interesse, sottoscritta dal legale rappresentante. Per valutare la concretizzazione dell’Atto di indirizzo, e magari perfezionarlo, attraverso la redazione e la compilazione di una scheda standard il ministero monitorerà l’andamento dei percorsi partecipativi verificando il completamento degli iter, l’efficienza dei processi, la generazione di esiti congruenti alle finalità e di cambiamenti percepibili.
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