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05 Ottobre 2023

Il sistema sanitario deve essere riformato alla radice. Le strategie nel libro di Gianluca Polifrone

“Il sistema sanitario deve essere riformato alla radice. Sono necessari urgenti investimenti in personale sanitario e ricerca”. Il grido d’allarme arriva dal saggio “È in salute la Sanità?”, firmato da Gianluca Polifrone, autore, direttore ufficio di presidenza AIFA e componente del consiglio della Fondazione Biotecnopolo di Siena, edito da Edizioni LSWR e Edra


“Il sistema sanitario deve essere riformato alla radice. Sono necessari urgenti investimenti in personale sanitario e ricerca”. Il grido d’allarme arriva dal saggio “È in salute la Sanità?”, firmato da Gianluca Polifrone, autore, direttore ufficio di presidenza AIFA e componente del consiglio della Fondazione Biotecnopolo di Siena, edito da Edizioni LSWR e Edra, cui hanno dato un loro contributo anche Giorgio Palù, Presidente Aifa, Giorgio Parisi, Premio Nobel per la fisica 2021, e Giovanni Scambia, Direttore Scientifico della fondazione Policlinico Universitario Gemelli – IRCCS di Roma.
L’obiettivo del nuovo saggio di Polifrone è esaminare le premesse dell’attuale sistema sanitario e le evoluzioni che lo hanno interessato negli ultimi anni, cercando di mettere a fuoco e contestualizzarne i cambiamenti non solo in ambito specificamente italiano, ma anche europeo. La domanda che l’autore si pone è se il SSN avrà effettivamente la forza di reggere, alla luce dei cambiamenti che attraversano la nostra società, e quali sono le sfide del presente e del futuro che lo attendono. “Questo libro non vuole essere una semplice analisi dello stato dell’arte del nostro sistema sanitario. Questo è un grido d’allarme, perché la salute è il nostro bene più prezioso e come tale dobbiamo individuare la strategia migliore per prendercene cura”, ha spiegato Polifrone in occasione della presentazione del saggio, lo scorso 4 ottobre presso il Centro Studi Americani, a Roma, alla presenza di Giorgio Palù, Giorgio Parisi e Giovanni Scambia.
“Il messaggio comune che emerge – ha spiegato l’autore - è che la sanità pubblica dovrebbe trarre vantaggio dall’esperienza del Covid-19. Prima azione, il miglioramento della gestione della governance nazionale e il decentramento regionale: il coordinamento tra autorità centrali e regionali è essenziale per garantire assistenza in particolare ai pazienti fragili e cronici, in continuo aumento per via dell’invecchiamento della popolazione.
Seconda parola chiave – ha proseguito Polifrone – è la sostenibilità. Vanno previsti investimenti per la creazione/potenziamento della medicina territoriale per diminuire la pressione sugli ospedali e rafforzare l’assistenza domiciliare; il reclutamento di risorse umane che deve far fronte al disinvestimento sul personale, dai medici agli infermieri, a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. E non ultima, la pandemia ha evidenziato la necessità di potenziare la digitalizzazione per la sostenibilità e la resilienza del SSN. Terzo punto: incrementare la prevenzione in Italia con campagne strutturate per patologie come l’obesità, il diabete e le malattie cardiovascolari, che causano il doppio delle vittime rispetto ai tumori. Quarto step - ha concluso il direttore dell’ufficio di presidenza AIFA -, è necessario migliorare la pianificazione sanitaria e misurarne la performance attraverso KPI riproducibili e, infine, quinta azione: promuovere una maggiore collaborazione tra medico ospedaliero e medico sul territorio per garantire la giusta continuità nelle cure.”



Per il presidente dell’Aifa, Palù, “la pandemia ha mostrato come il nostro Servizio Sanitario Nazionale sia entrato in crisi: dal disallineamento tra assistenza ospedaliera e assistenza distrettuale, all’eccessiva burocratizzazione che ha svilito il ruolo del medico di medicina generale come primo referente in grado di fronteggiare le esigenze della sanità territoriale. La rinascita della sanità in Italia deve innanzitutto ripartire da una rivoluzione culturale del “medico” che dovrà ricevere costante aggiornamento in ambito biomedico e formazione “olistica”. Sarà poi necessario ottimizzare e incentivare il panorama delle specializzazioni. La “nuova” AIFA dovrà diventare una protagonista di questa riforma, per garantire accessi precoci a cure e sperimentazioni con farmaci innovativi. AIFA dovrà significativamente incrementare il finanziamento della ricerca in sinergia con l’università, così come dovrà intensificare il dialogo con le aziende farmaceutiche”.



Dal Premio Nobel per la Fisica, Giorgio, Parisi, non poteva che arrivare un appello al finanziamento per la ricerca. “Sono necessari 10 miliardi, e subito – ha detto il premio Nobel – Solo in questo modo riusciremo a sostenere il settore e attirare personale che, altrimenti, continuerà ad andare all’estero dopo la laurea”.
Infine, Giovanni Scambia ha sottolineato: “La ricerca non si deve aggiungere al SSN, ma ne deve essere parte integrante. Gli IRCCS rappresentano strutture di eccellenza e il network che li raggruppa è un sistema che va mantenuto e potenziato. Ma anche in questo caso manca un meccanismo premiante per i ricercatori: non c’è convenienza a fare ricerca in Italia, ma di pari passo anche le istituzioni non vengono premiate per la buona ricerca eseguita in campo no profit. Bisogna cambiare radicalmente il paradigma – ha spiegato Scambia - i grandi ospedali come il Gemelli di Roma non devono essere più considerati ospedali che fanno anche attività di ricerca, ma poli di ricerca che fanno anche gli ospedali. Dobbiamo quindi potenziare la ricerca clinica, sia coordinandoci con le aziende farmaceutiche, mediante contratti innovativi di partnership fra ospedale e aziende, sia creando il link fra Stato e aziende per creare valore aggiunto e sostenibilità.”

Francesca Malandrucco

TAG: EDRA, LIBRO

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