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Governo e Parlamento

05 Giugno 2023

Dl Enti in fase di conversione alla Camera. Proposto emendamento su continuità assistenziale

Circa 1,5 milioni di italiani, e forse qualcosa di più, troverebbero finalmente il medico di famiglia se diventasse legge un emendamento presentato dalla deputata FdI Marta Schifone che integra il decreto-legge “enti” in fase di conversione alla camera


Circa 1,5 milioni di italiani, e forse qualcosa di più, troverebbero finalmente il medico di famiglia se diventasse legge un emendamento presentato dalla deputata FdI Marta Schifone che integra il decreto-legge “enti” in fase di conversione alla camera.
L’emendamento prevede il passaggio da 650 a 1000 del numero di assistiti compatibile con le 24 ore settimanali svolte dai medici di continuità assistenziale titolari di doppio incarico. La trasformazione in legge del decreto, varato dal consiglio dei ministri il 23 maggio 2023, è attesa a luglio. La possibilità di innalzare il massimale è concessa fino al 2026. Per Tommasa Maio, Segretario Nazionale Fimmg Continuità Assistenziale, la nuova norma «è di certo un segnale positivo di attenzione alle nostre istanze». Se approvato, sottolinea Maio, «l’emendamento avrà un effetto immediato sull’attività svolta da circa 7.100 professionisti e, di conseguenza, un positivo impatto sulla qualità e sulla quantità dell’assistenza erogata ai cittadini». In effetti, si parla di una cifra pari ad un terzo di tutti i convenzionati che oggi svolgono il doppio incarico di medico di famiglia e di continuità assistenziale: professionisti che in un primo momento, per effetto dell’Accordo nazionale del 2022 si erano visti ridurre la possibilità di mantenere la piena copertura dell'attività oraria.

Attuali incompatibilità - L’accordo del 28 aprile 2022, all’articolo 38 comma 7, parametrando un’ora a 40 scelte, vieta a chi ha un accordo per 24 ore settimanali di avere oltre 650 assistiti. Mantiene cioè, in un contesto di carenza di medici di famiglia, lo stesso vincolo che sussisteva dal 2000. In parallelo, vieta a chi è convenzionato a 12 ore settimanali di avere più di 1120 assistiti. Al raggiungimento dei limiti l’Asl entro 6 mesi riduce il numero di ore o toglie la convenzione in applicazione di quanto previsto dal presente comma. «In un contesto assai complesso nel quale la carenza di medici di medicina generale è una realtà – conclude Maio – l'adozione di questo provvedimento, oltre a mantenere stabile l'offerta oraria della guardia medica, aumentando a 1.000 unità il numero di assistibili, garantirebbe l'assistenza di un medico di famiglia ad un milione e mezzo di cittadini in più».

La situazione dei tirocinanti - Per la cronaca, lo stesso accordo nazionale dei medici di famiglia dell’aprile 2022 all’articolo 38 comma 10 fa riferimento al massimale consentito per gli incarichi temporanei dei tirocinanti del corso triennale di medicina generale. E concede fino a 500 scelte, innalzabili di un terzo dalle regioni (circa 665 scelte), ai tirocinanti che prendano incarichi sul territorio. Già nel 2021 però alcune regioni avevano innalzato i massimali consentiti in frequenza di corso, ad esempio la Lombardia fino a 1000 scelte. Così, sempre nel 2022, la legge di conversione del Decreto Riaperture (52/2022) all’ articolo 12 comma 3 bis ha concesso ai tirocinanti, se dotati di tutti i requisiti per rimpiazzare un collega in una zona carente, di assumere incarichi convenzionali non più fino a 650 scelte ma fino a 1000. Risulta invece incompatibile, durante il Corso triennale, la titolarità di un incarico a ore e un incarico a scelte, secondo quanto previsto dalla convenzione vigente.

TAG: SANITà GOVERNO

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