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Appalti

10 Settembre 2026

Appalti farmaceutici, la riforma Ue punta oltre il prezzo. Egualia: Italia sulla stessa strada

La revisione europea degli appalti pubblici punta a valorizzare qualità, affidabilità e sicurezza delle forniture


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La riforma europea degli appalti pubblici punta a superare una competizione basata prevalentemente sul prezzo, introducendo una maggiore valorizzazione della qualità, dell’affidabilità delle forniture e della resilienza delle catene di approvvigionamento. Una direzione che, secondo Egualia, associazione dei produttori di farmaci equivalenti e biosimilari, è coerente con il percorso già avviato in Italia per il procurement farmaceutico.

La posizione arriva dopo la presentazione da parte della Commissione europea della proposta di riforma delle regole sugli acquisti pubblici. Secondo quanto riferisce Egualia, il nuovo quadro introduce il principio del miglior rapporto qualità-prezzo e prevede un peso minimo per i criteri qualitativi, insieme a una maggiore attenzione alla sicurezza delle forniture, alla resilienza e alle dipendenze strategiche.

Per l'associazione, le modalità di costruzione e aggiudicazione delle gare farmaceutiche incidono non solo sull'efficienza della spesa pubblica, ma anche sulla struttura del mercato, sulla presenza di una pluralità di operatori e sulla capacità delle imprese di programmare la produzione. Elementi che, secondo Egualia, hanno ricadute sulla continuità della disponibilità dei medicinali per il Servizio sanitario nazionale.

Sul piano italiano, l'associazione indica come passaggio prioritario la piena attuazione del nuovo accordo quadro per i farmaci fuori brevetto. In particolare, Egualia propone di valorizzare procedure con più aggiudicatari, con l'obiettivo di preservare la concorrenza e ridurre i rischi legati a un'eccessiva concentrazione dell'offerta.

A queste misure, secondo l'associazione, dovrebbero affiancarsi criteri che tengano conto non soltanto del prezzo, ma anche della qualità e dell'affidabilità delle forniture. Egualia richiama inoltre la necessità di una maggiore prevedibilità della domanda e dei volumi e di un'attenzione specifica alle offerte economicamente non sostenibili, considerate un possibile fattore di rischio per la continuità delle forniture e la permanenza degli operatori sul mercato.

La posizione italiana si affianca a quella espressa a livello europeo da Medicines for Europe, che ha chiesto che la riforma introduca come standard nelle gare per i medicinali il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, superando le procedure basate esclusivamente sul prezzo. L'associazione europea indica inoltre tra le priorità le gare con più aggiudicatari, un'adeguata suddivisione in lotti, una maggiore prevedibilità della domanda e controlli più stringenti sulle offerte anormalmente basse.

Secondo Medicines for Europe, circa il 40% dei medicinali in Europa viene acquistato attraverso procedure di appalto, prevalentemente in ambito ospedaliero. «Un sistema di procurement dei medicinali ben funzionante è fondamentale per garantire la sicurezza sanitaria dell'Europa e incoraggiare maggiori investimenti nella produzione e nella resilienza della catena di approvvigionamento», ha dichiarato Adrian van den Hoven, direttore generale di Medicines for Europe.

Per Egualia, la convergenza tra il percorso europeo e quello italiano rappresenta un'opportunità per tradurre il nuovo accordo quadro nazionale in modelli di gara che combinino sostenibilità della spesa, concorrenza, continuità delle forniture e sicurezza degli approvvigionamenti.

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