Acque reflue
03 Settembre 2026L’Avvocata generale della Corte di giustizia Ue propone di annullare le disposizioni che attribuiscono a farmaceutica e cosmetica almeno l’80% dei costi del trattamento quaternario

L’Avvocata generale della Corte di giustizia dell’Unione europea Juliane Kokott ha proposto di annullare le disposizioni della direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane che attribuiscono alle industrie farmaceutica e cosmetica almeno l’80% dei costi aggiuntivi del trattamento quaternario. Le conclusioni sono state presentate il 3 settembre nell’ambito della causa C-193/25, avviata dalla Polonia davanti alla Corte di giustizia Ue.
Il parere riguarda l’articolo 9, paragrafo 1, lettera a), e l’allegato III della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. Le disposizioni introducono un sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR) per finanziare la rimozione dei micropollutanti dalle acque reflue.
L’opinione dell’Avvocata generale non è vincolante per la Corte di giustizia, che dovrà pronunciarsi con la sentenza definitiva.
A richiamare le possibili conseguenze per il settore farmaceutico è Medicines for Europe, associazione che rappresenta l’industria europea dei farmaci generici, biosimilari e a valore aggiunto. In un comunicato diffuso il 3 settembre, l’associazione chiede alla Commissione europea di sospendere l’attuazione del sistema EPR e di riesaminarne l'impianto prima che le aziende debbano assumere decisioni sulla produzione e sull’offerta dei medicinali.
Secondo Medicines for Europe, la questione assume rilevanza già nella programmazione industriale: i volumi di medicinali immessi sul mercato nel 2028 determineranno infatti i contributi EPR dovuti nel 2029. Per l'associazione, l'incertezza sui costi potrebbe incidere sulle decisioni relative ai medicinali da produrre, sui quantitativi da fornire e sugli investimenti.
«Il parere di oggi rafforza la richiesta di fermare il calendario di questa direttiva per evitare conseguenze sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti», ha dichiarato Adrian van den Hoven, direttore generale di Medicines for Europe. Secondo van den Hoven, la Commissione dovrebbe utilizzare questa fase per riesaminare il sistema prima che le imprese siano chiamate ad assumere decisioni con possibili effetti sull’offerta dei medicinali e sulla sicurezza sanitaria.
La direttiva prevede che i produttori di farmaci e cosmetici contribuiscano ai costi delle infrastrutture e delle attività necessarie al trattamento quaternario delle acque reflue. Medicines for Europe sottolinea che il sistema non stabilisce un tetto massimo ai contributi e richiama le stime della Commissione europea, comprese tra 1,48 e 1,8 miliardi di euro l’anno entro il 2045.
La richiesta dell’associazione è quindi di sospendere l’attuazione del meccanismo in attesa della decisione della Corte e di una revisione che, secondo Medicines for Europe, concili gli obiettivi ambientali della direttiva con la disponibilità dei medicinali.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
16/10/2026
In Italia circa 10 milioni di persone convivono con queste patologie. A richiamare l'attenzione su questi nodi è stato l'evento promosso da Apmarr Aps Ets al Ministero della Salute
16/10/2026
Dopo il via libera della Camera al disegno di legge, l'associazione chiede una revisione radicale al Senato
16/10/2026
Dal 15 ottobre sono in vigore le linee nazionali sul riconfezionamento personalizzato dei medicinali
16/10/2026
Il Collegio reumatologi italiani annuncia richieste di audizione in tutte le Regioni per favorire l'applicazione del codice di esenzione 068
©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)