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07 Luglio 2026

Caldo estremo, Oms Europa: servono piani sanitari coordinati. L'Italia tra gli esempi

Dopo una riunione con 41 Paesi e la Commissione europea, l'Oms Europa richiama la necessità di rafforzare i piani sanitari contro le ondate di calore 


caldo cambiamenti climatici

L'Oms Europa chiede di affrontare il caldo estremo come un'emergenza di sanità pubblica e invita i Paesi a rafforzare i piani di risposta sanitaria in vista di una nuova ondata di calore prevista nei prossimi giorni. Il richiamo arriva al termine di una riunione di emergenza convocata dal direttore regionale Hans Henri P. Kluge, che ha coinvolto rappresentanti di 41 Stati della Regione europea dell'Oms e della Commissione europea per fare il punto sulle lezioni apprese dall'ondata di calore delle ultime settimane e sulla preparazione alle prossime emergenze. 

Secondo Kluge, i Paesi dotati di piani d'azione per la salute in caso di ondate di calore hanno risposto più rapidamente e sono riusciti a proteggere meglio la popolazione. Tra gli esempi citati figura l'Italia, il cui sistema di sorveglianza della mortalità, attivo in 45 città, è in grado di fornire ai decisori dati quasi in tempo reale per tutta la durata dell'emergenza.

Nel corso della riunione sono state richiamate anche altre esperienze nazionali. La Spagna ha rafforzato la comunicazione pubblica sui rischi sanitari legati al caldo attraverso la collaborazione con i media; l'Austria ha aggiornato il piano nazionale, introducendo anche misure per la tutela dei lavoratori; il Belgio ha attivato per la seconda volta dal 2020 il livello massimo di allerta; la Francia ha evidenziato il ruolo del coordinamento intersettoriale nel ridurre la pressione sui servizi sanitari; la Macedonia del Nord ha coinvolto le squadre della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per raggiungere le persone senza dimora.

L'Oms Europa ribadisce che un piano sanitario per le ondate di calore integra i sistemi di allerta meteorologica con le risposte di sanità pubblica, la pianificazione della capacità dei servizi sanitari, gli interventi rivolti ai gruppi più vulnerabili e il coordinamento tra salute, lavoro, servizi sociali, edilizia e pianificazione urbana.

Secondo Kluge, uno degli elementi più rilevanti emersi dall'incontro è il crescente coordinamento tra i diversi settori coinvolti nella gestione del rischio. Organismi di protezione civile, autorità sanitarie, urbanisti e ministeri competenti stanno iniziando a lavorare con un approccio integrato, riconoscendo che il caldo estremo rappresenta una minaccia per la sicurezza sanitaria e richiede una risposta strutturale condivisa.

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