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Caldo

30 Giugno 2026

Ondate di calore, Oms Europa: oltre metà dei Paesi è senza un piano sanitario

L'OMS Europa invita i governi a rafforzare i piani salute-caldo: le misure di prevenzione hanno già ridotto la mortalità, ma molti Paesi non sono ancora preparati


caldo cambiamenti climatici

Oltre metà dei Paesi della Regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non dispone ancora di un piano completo per affrontare le ondate di calore. È il messaggio contenuto nello statement diffuso il 30 giugno dal direttore regionale Hans Henri P. Kluge, che invita governi e sistemi sanitari a rafforzare le strategie di preparazione, ricordando che le misure di adattamento già adottate hanno evitato un aumento stimato fino all'80% dei decessi correlati al caldo.

Secondo l'Oms Europa, la Regione si sta riscaldando a una velocità superiore a quella della media globale e le ondate di calore non rappresentano più eventi eccezionali, ma crisi ricorrenti destinate a diventare sempre più frequenti, intense e prolungate. "Ogni estate in cui non ci prepariamo è un'estate che paghiamo in vite umane", afferma Kluge.

L'Organizzazione sottolinea che gli interventi di prevenzione stanno già producendo risultati concreti. Le stime indicano che nel 2023 i decessi correlati al caldo nella Regione europea sarebbero stati circa l'80% più elevati in assenza delle misure di adattamento già introdotte. Nella popolazione con almeno 80 anni di età la mortalità avrebbe potuto essere quasi doppia. Tra gli strumenti ritenuti più efficaci figurano i piani salute-caldo, i sistemi di allerta precoce, gli spazi climatizzati accessibili alla popolazione e gli interventi di assistenza rivolti alle persone più vulnerabili.

Lo statement richiama anche alcune esperienze già avviate in diversi Paesi europei. Barcellona ha ampliato la rete dei rifugi climatici distribuiti sul territorio, Parigi ha attivato un registro per monitorare anziani e persone fragili durante le ondate di calore, mentre in alcune regioni italiane sono state introdotte limitazioni al lavoro all'aperto nelle ore più calde della giornata, accompagnate da misure di tutela del reddito dei lavoratori.

L'Oms richiama inoltre l'attenzione sulla pressione esercitata dal caldo sui servizi sanitari. Oltre all'aumento dei pazienti, gli ospedali devono affrontare criticità organizzative legate alle elevate temperature, tra cui difficoltà dei sistemi di raffreddamento, possibili malfunzionamenti delle apparecchiature, personale affaticato dal caldo notturno e reparti non progettati per gestire eventi climatici di questa intensità.

Per fare il punto sulle lezioni apprese durante l'attuale ondata di calore e sul livello di preparazione dei sistemi sanitari, il 6 luglio l'Oms Europa riunirà i responsabili nazionali per emergenze, ambiente e cambiamenti climatici dei Paesi della Regione. L'obiettivo, spiega Kluge, è verificare quali ulteriori interventi siano necessari per affrontare estati che, secondo l'Organizzazione, saranno progressivamente più impegnative per la salute pubblica e per l'organizzazione dei servizi sanitari.

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