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03 Luglio 2026

Hantavirus, l'OMS dichiara conclusa l'epidemia. Il bilancio dopo mesi di monitoraggio

13 casi, 3 morti e 650 contatti seguiti in 33 Paesi, questi i numeri finali a seguito del caso della nave MV Hondius. Da mesi non ci sono più casi correlati


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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato ufficialmente concluso il focolaio del ceppo di hantavirus Andes (ANDV) legato alla nave da crociera MV Hondius. L'annuncio è arrivato dopo che l'ultimo contatto stretto di un caso confermato ha completato il periodo di quarantena, è risultato negativo ai test e ha fatto rientro a casa. Nessun nuovo caso di hantavirus è stato segnalato dal 25 maggio 2026.

Il bilancio finale dell'epidemia è di 13 casi confermati o probabili, con 3 decessi e un tasso di letalità del 23%. Dodici casi sono stati confermati in laboratorio e uno è classificato come caso probabile. Tutti i casi riguardano individui che hanno viaggiato a bordo della MV Hondius. Tra i dieci pazienti ricoverati in ospedale, otto si sono ripresi e sono stati dimessi, mentre due, uno in Sudafrica e uno in Francia, erano ancora in trattamento al momento dell'ultimo aggiornamento dell'OMS del 2 luglio. Nell'ambito delle attività di contact tracing, più di 650 contatti tra passeggeri, membri dell'equipaggio, operatori sanitari e personale aeroportuale sono stati identificati e seguiti dalle autorità sanitarie in 33 Paesi.

Il focolaio di hantavirus è stato identificato in seguito alla notifica all'OMS, il 2 maggio 2026, di casi di grave malattia respiratoria acuta a bordo della nave. L'ipotesi di lavoro, basata sulle informazioni disponibili, era che il primo caso avesse acquisito l'infezione prima dell'imbarco, attraverso un'esposizione a terra, con successive trasmissioni interumane a bordo della nave. Il 10 maggio la nave aveva attraccato a Tenerife, nelle Isole Canarie, dove erano iniziati lo sbarco e il rimpatrio dei passeggeri verso i rispettivi Paesi sotto la supervisione delle autorità spagnole e dell'OMS. Il 18 maggio la MV Hondius aveva raggiunto Rotterdam, dove l'equipaggio era stato posto in quarantena e la nave sottoposta a disinfezione con cloro e perossido.

Normalmente l’hantavirus si trasmette per via zoonotica con il ceppo Andes che è l’unico noto a trasmettersi tra esseri umani. La trasmissione avviene attraverso contatti stretti e prolungati e potrebbe avere una componente aerea. La trasmissione secondaria appare più probabile nelle fasi precoci della malattia, quando la trasmissibilità virale è maggiore, un elemento che ha condizionato le strategie di gestione dei contatti durante l'epidemia sulla nave MV Hondius.

La gestione di questo focolaio ha messo in evidenza quanto il contact tracing possa diventare complesso in scenari di turismo internazionale e quanto sia importante poter contare su reti diagnostiche e sistemi di comunicazione rapidi tra i diversi Paesi, in linea con il Regolamento Sanitario Internazionale. Il Direttore Generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus aveva però rassicurato l'opinione pubblica: «Questo non è un altro COVID. Il rischio per la popolazione generale è basso» e «le persone non devono avere paura né farsi prendere dal panico».

Tedros ha ringraziato tutti i Paesi che hanno supportato la risposta in linea con il Regolamento Sanitario Internazionale con un ringraziamento speciale alla Spagna per la solidarietà dimostrata nel supportare il sicuro sbarco e rimpatrio dei passeggeri e dell'equipaggio a Tenerife.

Nel corso dell'emergenza, 1.400 compresse del trattamento sperimentale favipiravir erano state rese disponibili agli Stati membri dell'UE da Fujifilm Pharmaceuticals, con decisione di utilizzo lasciata caso per caso ai singoli Paesi, trattandosi di un farmaco non approvato dall'EMA per questa indicazione.

Il completamento del follow-up senza rilevare ulteriori casi secondari dimostra un'interruzione efficace della trasmissione e conferma il contenimento dell'epidemia. Questo focolaio non rappresenta più un rischio per la salute pubblica e l’OMS non prevede ulteriori comunicazioni correlate. L'OMS continuerà a lavorare con i governi e i partner per approfondire la comprensione di questo focolaio di hantavirus e della malattia in generale, coordinando uno studio che coinvolge 21 Paesi per comprendere lo sviluppo dell'infezione e supportare lo sviluppo di diagnostici, terapeutici e vaccini in vista di future epidemie. 

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