Europa
30 Aprile 2026Nel 2023 gli infortuni non mortali diminuiscono nell’Unione europea, ma il settore sanitario registra un lieve aumento del tasso di incidenza

Nel 2023 gli infortuni sul lavoro non mortali nell’Unione europea sono stati 2,82 milioni, in calo del 3,8% rispetto ai 2,94 milioni registrati nel 2013. Anche il tasso di incidenza è diminuito, passando da 1.686 a 1.393 casi per 100.000 occupati.
Il dato emerge dalle rilevazioni di Eurostat e indica una riduzione complessiva degli incidenti in quasi tutti i principali settori economici nel corso dell’ultimo decennio.
Tra le 21 attività economiche analizzate, i tassi più elevati si registrano nelle costruzioni, con 2.899 infortuni per 100.000 occupati, seguite dal comparto acqua, rifiuti e gestione delle reti fognarie (2.819) e da trasporti e magazzinaggio (2.366).
Nella graduatoria dei settori con maggiore incidenza rientrano anche le attività amministrative e di supporto (2.043), l’estrazione mineraria (1.834), la manifattura (1.687), le attività artistiche e ricreative (1.646), l’agricoltura (1.610), la sanità e assistenza sociale (1.507) e i servizi di alloggio e ristorazione (1.468).
Nel confronto tra 2013 e 2023, i tassi di incidenza risultano in diminuzione in tutti i principali comparti considerati, con l’eccezione del settore della sanità e assistenza sociale, dove si registra un lieve aumento da 1.502 a 1.507 infortuni per 100.000 occupati.
Il calo più marcato si osserva nelle attività amministrative e di supporto, con una riduzione di 576 infortuni per 100.000 occupati nell’arco del decennio.
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